X-Men

Il gruppo mutante per eccellenza

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata il 13 settembre 2010

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Gli
X-Men
di John Cassaday
Particolare della copertina di
Astonishing X-Men
Volume 3 n. 7
Gennaio 2005
© Marvel Comics

È difficile riuscire a descrivere adeguatamente in modo stringato l’esatta portata di un fenomeno mediatico imponente come quello degli X-Men.

I punti fondamentali della vita editoriale di questo gruppo si possono raggruppare in tre momenti ben distinti: la nascita a opera di Stan Lee ( Stanley Martin Lieber ) e Jack Kirby ( Jacob Kurtzberg ), la gestione di Christopher Claremont e la politica editoriale di Joe Quesada in qualità di editor in chief della Marvel.
Per cui si va a iniziare.

La creazione degli X-Men

Esiste una singolare somiglianza tra X-Men e un altro gruppo di super-eroi della DC COMICS, la Doom Patrol, creato da Bob Haney e Arnold Drake nel numero 80 di My Greatest Adventure del giugno 1963: compongono il gruppo alcuni autentici freaks, capitanati da un uomo costretto su una sedia a rotelle.
Nel pieno della travolgente espansione del neonato universo Marvel, Stan Lee e Jack Kirby, danno alle stampe X-Men numero 1 del settembre 1963, dove immediatamente si sviluppa il tema che sempre contraddistinguerà la serie e molto attuale in quel periodo: l’integrazione razziale.

X-Men n. 1
Settembre 1963
Disegno di Jack Kirby
© Marvel Comics

Purtroppo lo spessore narrativo della collana precipita immediatamente quando i due autori la abbandono ( con il numero 17 Kirby e con il 19 Lee ) per lasciarla nelle mani di un giovane e inesperto Roy Thomas, per nulla aiutato dai disegni di Arnold Drake. La serie si trascina per una quarantina di numeri con un unico momento di splendore: l’arrivo ai disegni di Neal Adams ( dal n.56 al n.63 ) che però non è sufficiente a salvare la collana dal declino. Infatti dal numero 67 ( aprile 1970 ) presenterà solo ristampe relegando i vari protagonisti a comparse in altre collane Marvel più famose.

La gestione di Christopher Claremont

Nel 1975 i dirigenti Marvel decidono però di reinvestire sulla serie e incaricano Len Wein, Christopher Claremont e Dave Cockrum di ricreare il gruppo. Esce così Giant-Size X-Men n. 1 ( maggio 1975 ) dove vengono presentati nuovi personaggi destinati a entrare nella storia del fumetto tra cui Wolverine. Il successo è tale che la serie regolare comincia a presentare inediti già quattro mesi dopo, scritti da Claremont e disegnati da Cockrum. La serie si assesta per qualche numero, poi si compie il miracolo: complice l’avvicendamento tra Dave Cockrum e il giovane John Byrne che già aveva dato ottime prove su alcune antologiche Marvel ( tra cui spiccano alcuni splendidi episodi Marvel Team-Up proprio gestiti da Claremont ). Da quel momento Uncanny X-Men ( così ribattezzata dal numero 114 – ottobre 1978 ) diventa un caso mediatico senza precedenti.

Giant-Size X-Men n. 1
Maggio 1975
Disegno di Dave Cockrum
© Marvel Comics

Lo spessore psicologico di cui sono dotati tutti i personaggi, le trame a più livelli contraddistinte da avventure piene di azione intercalate da alcuni splendidi stacchi di quotidianità, il tratto pulito di Byrne, definito in modo preciso da Terry Austin, generano una serie di episodi indimenticabili che ancora adesso si ripercuotono sulle storie attuali: la Saga della Terra Selvaggia ( Uncanny X-Men da 114 a 116 – da ottobre a dicembre 1978 ), lo scontro con il Club Infernale ( Uncanny X-Men da 129 a 133 – da gennaio a maggio 1980 ), la lotta contro Fenice Nera ( Uncanny X-Men da 134 a 138 – da giugno a ottobre 1980 ) e Giorni di un futuro passato ( Uncanny X-Men da 141 e 142 – gennaio/febbraio 1981 ) consacrano gli X-Men al mito.
All’apice del successo Byrne abbandona la serie ( con Uncanny X-Men 143 del marzo 1981 ) comportando un abbassamento qualitativo delle storie, ma la serie continua a vivere un boom di vendite e la Marvel comincia ad assecondare il vulcanico Claremont che realizza progetti a raffica: nascono così la miniserie Wolverine ( vol. 1 ) nel 1982, le serie regolari New Mutants nel 1983 e Dazzler nel 1984. Contemporaneamente esce Alpha Flight (agosto 1983), scritta e disegnata in toto da John Byrne: quello di affiancare altri autori a Claremont nella gestione di questo nascente universo mutante diventerà presto un trend destinato a generare disaccordi tra Claremont e i vertici Marvel. Infatti la dirigenza, per meglio poter ampliare il parco testate dedicate ai mutanti, decide di affidare a Luoise Simonson la serie X-Factor ( 1986 ) e a Larry Hama la gestione di Wolverine ( Volume 2 ) che scrive dal numero 31 ( settembre 1990 ). Visto il successo inarrestabile di queste iniziative le collane iniziano a moltiplicarsi esponenzialmente generando un sotto-universo difficilmente controllabile. Nel 1991 il canto del cigno della gestione Claremont: viene varata X-Men, una nuova collana che affianca Uncanny, disegnata dall’astro nascente Jim Lee. Episodi carichi di epos che vengono anticipati da un battage pubblicitario senza precedenti: il primo numero viene pubblicato con cinque diverse copertine e con una tiratura impressionante. A seguito di questo sfruttamento indiscriminato e nel momento di maggior successo personale, Claremont abbandona gli X-Men per dedicarsi ad altri progetti, lasciando le serie orfane del loro mentore. Da Giant Size X-Men 1 sono passati esattamente sedici anni.

Le quattro copertine che compongono la copertina di
X-Men 1
Ottobre 1991
Disegno di Jim Lee
© Marvel Comics

La gestione di Joe Quesada

Dopo un iniziale sbandamento la collana principale viene affidata al giovane Scott Lobdell che riesce a imbastire trame rispettose dei tempi e dello stile di Claremont. Bisogna comunque attendere l’arrivo di Joe Quesada ai vertici della Marvel perché la qualità delle storie ritornino a essere una priorità. Vengono chiamati autori di grido quali Warren Ellis, Joss Wheddon e del redivivo Claremont. Il coordinamento tra le varie serie risulta ancora traballante, ma sicuramente la gestione di Quesada, con la sua conoscenza del mestiere essendo lui stesso un autore di buon livello, garantisce una certa omogeneità tra le varie collane, che vengono tradotte in tutte le principali lingue del pianeta e che, grazie a una particolare attenzione ai progetti legati al cinema, all’animazione e al merchandising, trasformano gli Uomini X in un autentico fenomeno sociale. Di recente Claremont, con la seconda serie di X-Men Forever, ha avuto la possibilità di continuare la saga mutante lì dove era stata interrotta nel 1991, ignorando così quasi vent’anni di avvenimenti accumulati dai tantissimi autori che a lui si sono succeduti.

Gli X-Men di John Cassaday
© Marvel Comics

Gli X-Men…

Charles Xavier, potentissimo telepate paraplegico, nonché mentore del gruppo e creatore della Scuola per giovani dotati di Westchester, base e rifugio per tutti gli X-Men. Ha un sogno: la convivenza pacifica tra Homo Sapiens Superior e Homo Sapiens Sapiens.

Scott Summers detto Ciclope ( Cyclops ), condannato a portare occhiali e visori con lenti in quarzo rubino in grado di contenere devastanti raggi di energia che fuoriescono dagli occhi.

Jean Grey detta Marvel Girl prima e Fenice ( Phoenix ) dopo, potentissima telepate e telecinetica.

Henry “Hank” McCoy autoproclamatosi La Bestia ( The Beast ), prima umano dai tratti scimmieschi e poi dotato di un pelo blu molto caratteristico, agilissimo e estremamente intelligente. È esperto di genetica mutante. È dotato anche di particolari feromoni che lo rendono irresistibile alle donne.

Warren Wortington III°, ricchissimo di famiglia, ha ossa leggerissime ed è dotato di enormi ali per cui è noto come Angelo ( Angel ).

Robert “Bobby” Drake alias l’Uomo Ghiaccio ( Iceman ), in grado di condensare immediatamente l’umidità dentro e attorno a se creando così pareti di ghiaccio, rampe scivolose su cui si sposta velocissimo.

James Howlett, Logan per chi ha a che fare con lui.
Per il Mondo è noto col nome di Wolverine.
È un mutante canadese dallo scheletro e artigli retrattili di adamantio, dotato di un miracoloso potere di rigenerazione che gli consente di guarire in tempi strettissimi anche da ferite molto gravi.
Nota: pr un certo periodo negli albi dell’Editoriale Corno, Wolverine è stato tradotto con il nome di Ghiottone, dal nome italiano dell’orso wolverine: orso ghiottone.

Ororo Munroe detta Tempesta ( Storm ), comanda le manifestazioni atmosferiche generando pioggia, nebbia e, appunto, tempeste. Può volare sollevata dalle correnti che lei stessa crea.

Kurt Wagner o Nightcrawler ha un aspetto demoniaco. Atleticamente superiore a chiunque altro, può teleportarsi anche a diverse decine di chilometri di distanza e ha la capacità di mimetizzarsi nell’ombra. È perennemente combattuto tra la sua vita di avventuriero e la sua vocazione religiosa.
Nota: per un certo periodo negli albi dell’Editoriale Corno, Nightcrawler è stato tradotto con il nome di Lombrico.

Piotr “Peter” Nikolaievitch Rasputin alias Colosso ( Colossus ), nerboruto artista capace di trasformare il suo corpo in metallo organico in grado di renderlo praticamente invulnerabile. Possiede una forza enorme.

Sean Cassidy è il mutante Banshee. È capace emettere devastanti onde sonore che gli consentono di volare e di emettere eccezionali vibrazioni dagli enormi poteri distruttivi. In passato è stato sia malvivente che poliziotto.

Nel tempo si sono uniti anche altri mutanti quali: Havok ( fratello di Ciclope ), Polaris, Thunderbird, Sole Ardente ( Sunfire ), Shadowcat, Dazzler, Psylocke, Longshot, Rogue, Gambit, Alfiere ( Bishop ), Emma Frost, Fenomeno ( Juggernaut ), Cannonball, Sage, Rachel Summers ( figlia di Ciclope e Fenice di un universo parallelo ), il misterioso Xorn e persino i malvagi Magneto e Mystica.

… e i loro avversari

Magneto ( Erik Magnus Lehnsherr ) è uno dei personaggi meglio definiti della lunga saga mutante. Apparso fin dal primo numero, è l’alternativa armata del sogno di convivenza pacifica di Charles Xavier. Pervaso da una profonda rabbia causata dal razzismo prima antisemita e poi antimutante ( vede morire i suoi parenti in un campo di concentramento durante la seconda guerra mondiale e sua moglie e sua figlia vengono linciate da una folla impazzita perché imparentate con lui ) usa il suo devastante controllo sul magnetismo per azioni terroristiche che lo rendono uno dei mutanti più temuti del pianeta. Nonostante il suo sentimento rancoroso nei confronti dell’Homo Sapiens, Magneto è stato spinto dai propri sensi dell’onore e del dovere a schierarsi occasionalmente a fianco degli X-Men.

Il Club Infernale è una sorta di loggia massonica composta da mutanti. È composta da elementi che utilizzano le denominazioni degli elementi degli scacchi, organizzati in cerchie. Emma Frost, ora negli X-Men, è stata per lungo tempo la loro Regina Bianca.

La Confraternita dei Mutanti Malvagi è un gruppo terroristico creato da Magneto il cui unico scopo è compiere atti terroristici contro i centri del potere dell’Homo Sapiens.

Le Sentinelle sono robots creati dal folle scienziato Bolivar Trask con il fine di scovare e catturare i mutanti. Dotate di capacità di apprendimento e di autoriparazione, si sono con il tempo evolute in vari modelli fino a quando il governo degli Stati Uniti non le ha prese in gestione e modificate in modo da poter essere pilotate dall’interno.

Apocalisse (En Sabah Nur), oltre a essere dotato di moltissimi ed enormi poteri, è il primo mutante dell’Universo Marvel. Nato nell’Antico Egitto, scopre ben presto i propri poteri e li sfrutta per approfondire le proprie conoscenze nel campo della genetica. Periodicamente si iberna in uno dei suoi sarcofagi tecnologici.

Sinistro ( Nathaniel Essex ) è uno dei nemici più inquietanti degli X-Men. Al contrario degli altri lavora sempre nel buio, senza mai apparire. Anche lui importante ricercatore genetista, più di una volta è riuscito a sfruttare i propri studi sul DNA per manipolare il proprio corpo e portare avanti i propri progetti. È l’artefice di alcune delle più grandi tragedie che hanno segnato la storia degli X-Men tra cui spicca il Massacro Mutante a causa dei suoi Marauders ( Uncanny X-Men 209/213 dal settembre 1986 al gennaio 1987 ).

Cassandra Nova è un Mummudrai, una diabolica forma di vita che fin dal concepimento tormenta Xavier e, nonostante tutti gli sforzi del potente telepate per bloccarla, riesce a compiere efferati massacri quali la cancellazione quasi totale degli abitanti dell’isola di Genosha ( circa sedici milioni ) e la distruzione del potente impero galattico Shi’ar.

X-Villains
Disegno di Jim Lee
1991
© Marvel Comics

Guida alla lettura degli albi italiani

La serie originale Uncanny X-Men ( che fino al numero 112 si chiamava semplicemente X-Men ) è stata tradotta da più case editrici ( Editoriale Corno, Labor Comics e Star Comics ) fino al numero 269. Solo nel 1994, con l’arrivo della Panini Comics ( che allora si chiamava ancora Marvel Italia ), i primi 143 sono stati ristampati in modo organico nelle collane Marvel Special, X-Men Classic e due volumi cartonati: X-Men: La saga di Fenice Nera e X-Men: Giorni di un futuro passato. Successivamente le collane Uncanny X-Men, New X-Men e Astonishing X-Men sono state pubblicate su Gli incredibili X-Men e X-Men Deluxe. Tra i volumi vi sono il Graphic Novel X-Men: Dio ama l’uomo uccide (in Italia ne esistono tre edizioni: Labor Comics, Play Press e Panini Comics), i tre volumi contententi i racconti autoconclusivi di Claremont/Bolton tratti dalla collana Classic X-Men: X-Men John Bolton Collection 1/3 ( Panini Comics ) e il volume 100% Marvel Best: X-Men: I Figli dell’atomo in cui si narrano le origini del gruppo in chiave più moderna.

Il ciclo più interessante della produzione recente è Astonishing X-Men Volume 3, di Joss Whedon, un ciclo di 24 numeri pubblicati in italia su X-Men Deluxe (Panini Comics) nei numeri dal 121 al 131, dal numero 143 al numero 148 e dal numero 152 al 157, più Giant-Size Astonishing X-Men 1 pubblicato nel numero 165. Nel 2010 è partita X-Men Forever, pubblicata in Italia su Marvel Mega della Panini Comics, una nuova collana scritta da Claremont che riprende la storia lì dove era stata interrotta nel 1991, proponendo le idee che a suo tempo l’autore canadese aveva in serbo per i mutanti Marvel.

Screenshot della pagina web di UBC contenente la scheda
La scheda originale si trova al link
https://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?11525
© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 2 Scheda 9

Capitan America

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata l’30 maggio 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Captain America
Disegno di Mike Zeck
© Marvel Comics

Nel marzo 1941, sull’onda della propaganda a favore dell’intervento armato nel Secondo Conflitto Mondiale, la Timely ( casa editrice che si trasformerà prima in Atlas e poi nella Marvel Comics ) lancia un nuovo super-eroe chiamato Captain America creato da Joe Simon e Jack Kirby ( Jacob Kurtzberg ). Si tratta di pura propaganda militare, violento, fuori dai canoni classici del super-eroe del periodo. Pervaso da un patriottismo al limite del fanatismo, è un ciclone contro Nazisti e alleati dell’Asse in genere. Epocale il suo scontro con Hitler in persona.

Captain America Comics n. 1
Marzo 1941
Disegno di Jack Kirby
© 1941 Timely / Marvel Comics

Finita la guerra la serie cade presto in disgrazia e la serie viene chiusa.
Si devono aspettare Stan Lee (Stanley Martin Lieber), Jack Kirby e l’avvento dell’Universo Marvel per rivederlo sulle pagine degli Avengers (Avengers Vol.1 n. 4 – marzo 1964).

Avengers vol. 1 n. 4
Marzo 1962
Disegno di Jack Kirby
© 1962 Marvel Comics

Il successo è travolgente soprattutto perché il nuovo Captain America è reso più umano e molto meno fazioso rendendo Steve Rogers un personaggio dall’inossidabile rigore etico. Visto il successo la Marvel decide di dedicargli uno spazio sulla rivista Tales of Suspense ( dal n. 59 – novembre 1964 al 99 – marzo 1968 ) che condivide con Iron Man e dove vive avventure in solitaria.

Tales of Suspense n.59
Novembre 1964
Disegno di Jack Kirby
© 1962 Marvel Comics

Dal numero cento la rivista si chiama Captain America ( Captain America Vol. 2 ) ed é tutta dedicata all’eroe stelle e strisce. Su quelle pagine Kirby lascia andare la sua creatività creando quella sintesi di dinamismo, narrazione concisa, colpi di scena grafica creando quello stile che per le generazioni successive sarà ispirazione e facendo di Captain America uno dei capolavori assoluti della Silver Age.

Tales of Suspense n.59
Tavola 18
Novembre 1964
Disegno di Jack Kirby
© 1962 Marvel Comics

Terminata la gestione Kirby subentra Jim Steranko che, con soli tre numeri ( Captain America Vol. 2 n. 110 – febbraio 1969, 111 – marzo 1969 e 113 – maggio 1969 ) consacra il personaggio al mito. Per questo, successivamente, la serie viene assegnata ad autori del calibro di Gene Colan e John Romita Sr, che ne delineano ulteriormente il personaggio integrandolo nella società degli anni settanta.

Captain America & Falcon
Disegno di Gene Colan
Captain America Vol. 1
Tavola 1
Dicembre 1969
© 1969 Marvel Comics

Dopo un inutile ritorno di Kirby e la crisi del settore, la serie ormai langue ma grazie alla sequenza di racconti di Roger Stern, John Byrne e, soprattutto, Jean Marc DeMatteis che la serie riprende il volo nuovamente. De Matteis contrappone definitivamente l’eroe a un governo incapace di gestire con integrità morale le questioni interne e la politica estera, seguendo così il senso di disagio sociale che molti americani sentono crescere dalla guerra del Vietnam in avanti.

Da sottolineare la rivisitazione dei primi anni della carriera di Cap da parte di Fabian Nicieza & Kevin Maguire sulla miniserie “Adventures of Captain America” ( mini di quattro numeri pubblicata dalla Marvel alla fine del 1991 e in Italia su Star Magazine 18-22 – Star Comics ).America?

Captain America, il fumetto

Golden Age
Durante la seconda guerra mondiale l’esile Steven Grant Rogers, desideroso di servire gli Stati Uniti D’America, subisce la delusione di essere scartato all’arruolamento. Sentendo la frustrazione del giovane, il Generale Chester Philipps lo convince a far parte di un esperimento finalizzato alla creazione di un gruppo di super-soldati. Steve accetta e si sottopone all’esperimento. Immediatamente dopo aver bevuto l’unica fiala di un preparato sperimentale, una spia nazista irrompe nel laboratorio segreto sabotando l’impianto e uccidendo il Professor Reinstein, l’unico depositario della composizione del siero al centro dell’esperimento. Ma il siero ha già fatto effetto sul giovane Rogers rendendolo forte ed agile oltre ogni possibile immaginazione. Vendicato il professore, Steve può finalmente dedicarsi a ciò per cui è stato modificato, combattendo a fianco delle Forze Alleate contro i nazisti con il nome di Captain America ( in Italia Capitan America ). È durante la sua permanenza in Europa che conosce e si prende cura del giovane James Buchanan Barnes chiamato Bucky.
Una sera, accidentalmente, Bucky scopre la doppia vita di Steve e lo convince a prenderlo come spalla, spesso a fianco del super-gruppo gli Invasori ( Invaders ) cui fanno parte anche Namor il principe di Atlantide, la Torcia Umana originale e la sua spalla Toro.

The Invaders
Disegno di Arthur Adams
© Marvel Comics

Silver Age
Durante il tentativo di sabotare un aereo radiocomandato carico di bombe Bucky muore e Steve precipita nelle acque ghiacciate del Mare del Nord. Dopo vent’anni un iracondo Namor scopre un gruppo di esquimesi mentre idolatrano una misteriosa figura umana intrappolata nel ghiaccio. Presala come una mancanza di rispetto, Namor fa fuggire gli indigeni e lancia il blocco di ghiaccio in mare dove viene trascinato a sud dalla corrente.
È li che gli Avengers lo trovano ancora ibernato e ne scoprono l’identità grazie all’inconfondibile costume di Capitan America. Quando Rogers riemerge dal sonno profondo é naturale che accetti di far parte del supergruppo divenendone presto l’elemento principale. Ma il mondo che Capitan America trova è cambiato profondamente e, nonostante l’accoglienza entusiastica, lentamente si rende conto che è impossibile per lui rappresentare una nazione così piena di contraddizioni. Parecchie volte il governo degli Stati Uniti avanza pretese su Steve Rogers e lui, in quei frangenti, decide di non esserne più il simbolo. Per questo, con l’appoggio degli Avengers, di Nick Fury, di Falcon e di Sharon Carter, sua amata, intraprende alcune avventure solitarie nei panni di Nomad e del Capitano.

Nomad
Disegno di Gil Kane
© 1974 Marvel Comics

Durante tutto questo susseguirsi di eventi Steve si è costruita una vita propria come disegnatore freelance. Dopo lo scioglimento degli Avengers crea, assieme a Iron Man, i New Avengers tra cui militano Spider-Man, Wolverine, Luke Cage e la Spider-Woman.

Nota: parecchie persone hanno impersonato Capitan America con gli obiettivi più disparati.

  • Capitan America 2: è il super-eroe Spirito del ’76, che il governo degli Stati Uniti usa come rimpiazzo di Steve Rogers alla fine della Seconda Guerra Mondiale. È il fondatore del gruppo La Squadra dei Vincitori, nato dalle ceneri degli Invasori. Tra le file del gruppo milita Fred Duncan, il secondo Bucky.
  • Capitan America 3: è il super-eroe Patriota. Sostituisce lo Spirito del ’76 alla sua morte.
  • Capitan America 4: è un misterioso individuo che negli anni cinquanta ritrova la formula del siero del Super-soldato. Una volta ricreato il siero lo sperimenta su se stesso e Jack Monroe per diventare i nuovi Capitan America e Bucky. Per un malfunzionamento del siero i due impazziscono e vengono messi in ibernazione dal governo. Risvegliati negli anni sessanta il falso Capitan America affronta l’originale venendone sconfitto. Subito dopo si suicida. Jack Monroe diviene il secondo Nomad
  • Capitan America 5: il suo nome è Roscoe e impersona Cap durante il periodo in cui Steve Rogers veste i panni di Nomad.
  • Capitan America 6: quando per la seconda volta Steve Rogers abbandona le vesti di Capitan America per diventare il Capitano il governo lo sostituisce con John Walker alias il Super-Patriota. Dopo esser stato sconfitto da Cap, Walker diviene U.S. Agent e viene imposto dal governo tra le file dei Vendicatori della Costa Ovest (West Coast Avengers).

Guida alla lettura delle pubblicazioni italiane

Capitan America è stato pubblicato in Italia per la prima volta all’interno della rivista Il Pupazzetto ( edito da Società Editrice del Pupazzetto ) che pubblica nell’estate del 1945 alcuni episodi della Golden Age. Solo negli anni settanta l’ Editoriale Corno dedica a Capitan America una sua serie personale dove vengono pubblicati quasi tutti i 122 numeri Tales of Suspense da 59 a 99 e Captain America Vol. 2 da 100 a 199 ( il numero 61 di ToS è stato pubblicato per la prima volta su Capitan America Gigante n. 1 ), Thor e Capitan America ( da n. 181 a 194 Captain America Vol. 2 da 200 a 214 ), Thor e i Vendicatori ( da n. 211 a 220 e 242/243 Captain America Vol. 2 da 215 a 226 ), Fantastici Quattro prima serie ( nel 258 Captain America Vol. 2 n. 227 ), Settimanale dell’Uomo Ragno ( da n. 23 a 40 Captain America Vol. 2 da 228 a 236 ), Uomo Ragno seconda serie serie ( da n. 51 a 58 Captain America Vol. 2 da 237 a 244 ). Successivamente viene pubblicato su Capitan America & i Vendicatori ( Star Comics ), Thor e Capitan America ( Marvel Italia ), Thor terza Serie ( Marvel Italia ) e Marvel Extra ( Marvel Italia ).
Ristampe
Captian America Vol. 2 viene ristampata in Capitan America Gigante ( 14 numeri ) e Capitan America ( seconda serie ). I primi venti episodi in solitario apparsi su Tales of Suspense compaiono in un volume della collana Grandi Eroi ( Comic Art ). La miniserie Adventures of Captain America è stata ristampata su Heroes Book n. 1 della Marvel Italia.

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© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 1 Scheda 8

Avengers

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata il 19 Aprile 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Avengers Assembled
Copertina di The Avengers
Volume 3 Numero 1
Febbraio 1998
Disegno di George Perez
© Marvel Comics

I Vendicatori ( The Avengers ) esordiscono in Avengers 1 ( settembre 1963 ) edito dalla Marvel Comics. Creatori del gruppo sono Stan Lee ( Stanley Martin Lieber ) e Jack Kirby ( Jacob Kurtzberg ) che, ispirandosi alla Justice League della DC Comics, fanno lottare fianco a fianco Iron Man, Thor, Ant-Man, Wasp e Hulk, tutti personaggi che non solo appaiono su alcuni titoli di spicco quali Tales of Suspense ( Iron Man ), Journey into Mystery ( Thor ), Tales to Astonish ( Ant-Man e Wasp ) ed Incredible Hulk, ma sono anche gestiti dallo stesso duo. Il successo di questo gruppo è enorme al punto che Stan Lee fa confluire in esso altri eroi quali Capitan America ( Captain America, in Avengers 4 ), Occhio di Falco ( Hawkeye ), Scarlet ( Scarlet Witch ) e Quicksilver ( in Avengers 16) e, nel tempo, praticamente tutti gli eroi Marvel fino al punto che, come si è visto di recente, ad una chiamata d’aiuto rispondono decine e decine di personaggi. Con il tempo cominciano a moltiplicarsi importanti spin-off quali Giant Size Avengers, West Coast Avengers, Avengers Spotlight, Avengers Forever, Force Works, Avengers Unplugged, New Avengers e Young Avengers.

Tutto questo senza contare che, oltre ai cinque membri fondatori praticamente tutti i componenti del gruppo hanno avuto l’onore di vedersi dedicata almeno una miniserie. Tutte le vicende dei Vendicatori sono in qualche modo legate a quelle vissute dai singoli personaggi nelle rispettive collane.

La scelta del nome
Da I Vendicatori Gigante 1
Tavola 22 Vignetta 8
Aprile 1980
Disegno di Jack Kirby
© Marvel Comics / Editoriale Corno

Nati per fronteggiare la minaccia di Loki, il fratellastro di Thor, decidono di costituire il supergruppo finanziato dall’industriale Anthony Stark ( Iron Man ). Gestiti a volte dal governo degli Stati Uniti con cui sempre più ne entrano in conflitto fino al momento in cui il gruppo si scioglie a causa della morte e distruzione causate da Scarlet impazzita. Il nucleo centrale di questo affollatissimo gruppo è composto da Capitan America, Iron Man, Thor, Henry Pym ( che nel tempo ha ricoperto i ruoli di Ant-Man, Giant-Man, Golia e Calabrone), Wasp, Occhio di Falco e Scarlet. La loro base, tranne nel periodo in cui erano ospiti nell’Idrobase di Stingray, è stato il palazzo al n.890 della 5ª Strada di Manhattan, di proprietà di Anthony Stark e curato dal maggiordomo Edwin Jarvis. I Vendicatori sono soliti spostarsi a bordo di particolari velivoli chiamati Quinjet.

Avengers Assemble!
Copertina di
The Avengers
Volume 1 n. 100
Giugno 1972
Disegno di Beyy Windsor-Smith
© Marvel Comics

I loro formidabili avversari meritano una considerazione speciale, essendo affascinanti anche più delle loro controparti eroiche.
Uno su tutti è l’inquietante Ultron, un robot senziente creato da Henry Pym e in grado di rigenerarsi migliorandosi al punto da creare 500 versioni di se stesso e annientare la popolazione della Slorenia reclamandone la sovranità.
Nella lunga storia dei Vendicatori anche altri hanno insidiato il fascino di Ultron: Kang, il viaggiatore del tempo proveniente dal XXX° secolo, Thanos, il potentissimo Eterno votato all’annichilimento dell’intero Universo, i popoli Kree e Skrull dei rispettivi pianeti, perennemente in guerra tra loro, il semidio Korvac, Graviton, il Teschio Rosso, il Barone Zemo, il Collezionista e tantissimi altri ancora.

Avengers Forever
Copertina n. 7
Giugno 1999
Disegno di Carlos Pacheco
© Marvel Comics

Guida alla lettura degli albi italiani

Il numero 1 di Avengers è apparso per la prima volta in Italia in appendice ad il Mitico Thor n. 5 (Editoriale Corno) e la serie è stata pubblicata fino ad Avengers 177 (Thor e i Vendicatori 238 – la serie si č interrotta con il n. 243) per confluire nei numeri 41 e 42 del Settimanale dell’Uomo Ragno nei numeri dall’1 al 23 della seconda serie dell’Uomo Ragno (tutte e due Editoriale Corno). Per parecchi anni, a causa del fallimento dell’Editoriale Corno, i Vendicatori non vengono pubblicati in Italia fino a quando, nel 1991, la Star Comics riprende a pubblicare da Avengers 210 nella collana Capitan America & i Vendicatori. Da quel momento la serie è stata pubblicata fino a oggi su Speciale Vendicatori, Star Magazine Serie Oro, I Vendicatori, Iron Man & i Vendicatori, Marvel Extra, For Fans Only fino ad arrivare a Thor e Capitan America e Thor e i Nuovi Vendicatori. Molti episodi delle serie correlate sono apparsi in Star Magazine (della Star Comics), Super Comics (MBP) e Marvel Magazine, Wiz, Marvel Miniserie, Marvel Crossover, Marvel Mega, Marvel Hit, Marvel Monster Edition (Panini Comics).

Ristampe L’Editoriale Corno ha pubblicato i primi numeri della serie (dall’1 al 41) nei numeri della collana I Vendicatori Gigante da 1 a 14 e i numeri dal 58 al 68 (61 escluso) in Thor ristampa dal 32 al 42. Esistono due volumi cartonati editi da Comic Art nella collana Grandi Eroi che riproducono i primi due Marvel Masterworks della Marvel Comics in cui sono ristampati Avengers da 1 a 20.

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http://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?9468
© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 1 Scheda 7

Wasp

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata il 23 Maggio 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

WaspJanet Van Dyne
Disegno di Stuart Immonen
© Marvel Comics

Nonostante Wasp sia stata creata da Stan Lee ( Stanley Martin Lieber ), Jack Kirby (Jacob Kurtzberg) e Don Heck per essere una spalla di Ant-Man su Tales to Astonish n. 44 (giugno 1963) con il tempo ha ricoperto un ruolo sempre più centrale nella saga dei Vendicatori, di cui è membro fondatore.

La prima apparizione di Wasp
Tales to Astonish 44
Tavola 13 Vignetta 1
Disegno di Jack Kirby e Don Heck
© Marvel Comics

Inizialmente dai tratti psicologici frivoli tipici dei personaggi femminili degli anni ’60 del XX° secolo, Janet Van Dyne è la classica fidanzatina la cui funzione è quella di smorzare l’atmosfera pesante che grava sugli episodi del periodo.

È sulla pagine di The Avengers che il suo ruolo si fa sempre più impegnato fino a ricoprire il ruolo di leader del gruppo in svariate occasioni. È uno dei pochissimi Vendicatori a non aver mai goduto di una serie autonoma.

Alla morte del padre, Vernon Van Dyne collaboratore del Dottor Pym, Janet trova conforto proprio in Henry che la coinvolge nei suoi esperimenti prima come assistente e poi, una volta iniziata la relazione che li porterà al matrimonio, come supereroina.

Avengers 500 – Director’s Cut
Tavola 8 Vignetta 7
Settembre 2004
Disegno di David Finch
© Marvel Comics

È proprio in seguito ad uno di questi esperimenti che Janet viene dotata di ali microscopiche che crescono una volta assunta la sostanza basata sulle particelle Pym. Nasce così Wasp che presto diventa spalla di Ant-Man e poi membro fondatore dei Vendicatori di cui diventa leader per qualche tempo.
Dopo aver divorziato da Henry si separa anche dai Vendicatori a seguito dello scioglimento del gruppo, dopo l’attacco di Scarlet.

Screenshot della pagina web di UBC contenente la scheda
La scheda originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?10683
© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 1 Scheda 6

Iron Man

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata il 29 Aprile 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Iron Man
Disegno di Moebius
© Marvel Comics

Iron Man è il sesto personaggio creato da Stan Lee ( Stanley Martin Lieber ) per la Marvel Comics, coadiuvato nella sceneggiatura dal fratello Larry e disegnato da Don Heck ( con la collaborazione di Kirby ) e debutta su Tales of Suspense n. 39 ( marzo 1963 ).

Copertina di
Tales of Suspense n. 39
( Marzo 1963 ).
contenente il primo episodio di
Iron Man
Disegno di Don Heck
© Marvel Comics

Come per tutti i suoi predecessori della Silver Age Marvel ( Thor escluso ), le prime avventure di Iron Man sono pervase da propaganda antisovietica per cui i suoi avversari si riducono ad essere Nikita Kruscev, presidente dell’allora Unione Sovietica, e tutto il suo apparato spionistico.

Nikita Kruscev
Tales of Suspense n. 52
Tavola 3 Vignetta 2
Aprile 1964
Disegno d Don Heck
© Marvel Comics

Fortunatamente le cose cambiano con l’inserimento di alcuni comprimari e, soprattutto, con l’arrivo di Gene Colan ( Adam Austin ) ( Tales to Suspense n. 73 – gennaio 1966 ) che, nei due anni in cui disegna il personaggio, sorprende per l’inventiva grafica.

L’Iron Man di Gene Colan
Tales of Suspense n. 96
Tavola 5 Vignetta 1
Dicembre 1967
© Marvel Comics

Rimane comunque l’aspetto di fondo che rende il personaggio principale, l’industriale Anthony Stark, lo specchio dell’anima degli Stati Uniti d’America: il sogno americano è il canto suadente usato dal governo USA per far convivere serenamente gli americani con un consumismo estremo e, soprattutto, con la tecnologia a fini prettamente bellici. In questo Anthony Stark non si è mai tirato indietro fornendo, soprattutto al principio, armi e tecnologia al proprio governo.

Alla fine del 1996, nell’ambito del progetto Heroes Return, Kurt Busiek ( Iron Man vol.3 n. 1 – novembre 1996 ) va oltre, donandogli una passionalità ed una profondità di pensiero che è più consona ad un personaggio così complesso. Infine Joe Quesada, nel 1999, sondando le paure sull’inquietante progresso tecnologico in cui viviamo, crea una bellissima avventura dove l’armatura diviene senziente ponendosi quesiti che portano morte e distruzione ( Iron Man Vol. 3 da n. 26 – dicembre 1998 a n. 31 – maggio 1999 ) e rendendo Tony Stark ed il suo mondo definitivamente più consono all’atmosfera di fine millennio.

Copertina di Joe Quesada
Iron Man Volume 3 n. 30
© Marvel Comics

Anthony Stark è figlio di Howard Stark, un ricchissimo industriale. Fin da bambino si rivela un genio di ingegneria e cibernetica e, grazie alle sue capacità , riesce a laurearsi al Massachusetts Institute of Technology. Rimasto orfano a 21 anni, ereditata l’azienda del padre e l’immensa fortuna economica con la quale crea le Stark Industries, intraprendendo rapporti di lavoro con il governo degli Stati Uniti a cui inizia a fornire armi sperimentali.
Divide così la sua vita tra il lavoro e il suo ruolo di play-boy miliardario.
Recatosi in Vietnam ( anche se nella traduzione dell’Editoriale Corno si parla di Corea ) per testare un’armatura Stark rimane vittima di una mina anti-uomo che lo ferisce e le cui schegge, entrate in circolo, minacciano il suo cuore.

Raccolto dai guerriglieri di Wong-Chu viene imprigionato con Ho Yinsen, fisico premio Nobel anch’esso esperto di cibernetica. È con lui che Stark, sollecitato da Wong-Chu desideroso di avere un’arma invincibile, costruisce un’armatura che è sì costruita a scopo bellico ma che contiene una piastra toracica contenente un magnete in grado di tenere lontane dal cuore di Stark le schegge di metallo vaganti. Finita l’armatura Anthony Stark la indossa e nel campo di guerriglieri scoppia una battaglia da cui l’uomo in armatura riesce a fuggire abbandonando però il corpo Ho Yinsen rimasto ucciso durante la battaglia ( Tales of Suspense n. 39 – marzo 1963 ).

Le condizioni sono ormai critiche
Tales of Suspense n. 39
Tavola 6 Vignetta 6
Marzo 1963
Disegno di Don Heck
© Marvel Comics

Tornato in America Stark decide di continuare a indossare l’armatura senza però rinunciare alla sua vita da magnate dell’industria bellica e play-boy. È così che nasce Iron Man.
Stark, nel tempo, perfezionerà l’armatura sempre più fino a farla diventare un’invincibile arma in grado di moltiplicare la forza di chi l’indossa, dotata di raggi repulsori sia negli stivaletti ( i raggi repulsori vengono usati per volare ) che nei guanti e di una miriade di congegni elettronici. La prima vera grande impresa è la fondazione del supergruppo i Vendicatori ( in Avengers 1 – settembre 1963 ).

Avengers n. 1
Tavola 22 Vignetta 8
Settembre 1963
Disegno di Jack Kirby
© Marvel Comics

Nel tempo Anthony Stark affronta parecchie e durissime prove tanto che la psicologia del protagonista risulta completamente modificata: le menomazioni a cui è stato sempre sottoposto ( prima il cuore ferito e poi completamente sostituito su Iron Man vol. 3 n. 31 – maggio 1999, la paralisi alle gambe a causa dell’attentato di una amante delusa su Iron Man 242 – maggio 1989 ) e lo stress psichico a causa dei continui attacchi e del senso di responsabilità per tante morti causate dalla sua tecnologia lo rendono finalmente un eroe.

L’armatura non è stata indossata solo da Anthony Stark ma anche da Happy Hogan (Tales of Sunspense n. 84 – novembre 1966), Eddie March ( Iron Man n. 65 – dicembre 1973 ) e James Rhodey ( Iron Man dal n. 170 – maggio 1983 al n. 194 – aprile 1985 ). Inoltre una delle versioni dell’armatura viene dotata di una unità di memoria talmente sofisticata che, prendendo coscienza di se, inizia una sfrenata corsa verso l’autodistruzione. Prima di morire dona a Stark un nuovo cuore artificiale ( Iron Man Vol. 3 da n. 26 – dicembre 1998 a n. 31 – maggio 1999 ).

Tra i tantissimi antagonisti con cui Iron Man si è scontrato nel tempo ( Justin Hammer, il Mandarino, la Dinamo Cremisi, Blizzard, lo Spettro ) due in particolare si sono convertiti al bene e sono addirittura diventati elementi fondamentali degli Avengers: Hawheye ( Occhio di Falco ) e Black Widow ( la Vedova Nera ).

Black Widow ( Vedova Nera ) Prima Apparizione
Tales of Suspense n. 52
Tavola 3 Vignetta 4
Aprile 1964
e
Hawheye ( Occhio di Falco ) Prima Apparizione
Tales of Suspense n. 57
Tavola 5 Vignetta 4
Settembre 1964
Disegni d Don Heck
© Marvel Comics

Un altro elemento molto importante è James Rupert Rhodey Rhodes.
Rhodey è amico di vecchia data di Anthony Stark. La loro amicizia risale alla guerra del Vietnam: grazie a lui, Stark riuscì a tornare negli Stati Uniti. Nel tempo, soprattutto durante il periodo in cui Stark era alcolizzato, lo ha sostituito come Iron Man. Per parecchio tempo ha indossato una variante dell’armatura originale divenendo War Machine.

War Machine
Copertina di Iron Man
Volune 1 n. 282
Disegno di Kevin Hopgood
© Marvel Comics

Guida alla lettura degli albi in italiano

Le avventure di Iron Man hanno esordito in Italia su Devil dal n. 23 al 126 per poi migrare su Uomo Ragno dal n. 131 al n. 185, dal 207 al 219, dal 238 al 283 ( con qualche salto di numero ) e sul Settimanale dell’Uomo Ragno dal n. 13 al n. 19 ( tutte serie dell’Editoriale Corno ). La Play Press ha dedicato al personaggio una collana propria confluita poi con Silver Surfer in Silver Surfer & Iron Man. Contemporaneamente su DP7 prima e su Namor poi ha recuperato alcuni episodi non pubblicati precedentemente. Con la nascita della linea Marvel Italia della Panini Comics il personaggio gode di un’intensa vita editoriale con Iron Man (seconda serie) e Iron Man & i Vendicatori. È comparso anche in numerose collane quali Marvel Magazine, Wiz, Marvel Miniserie, Marvel Mix, sempre edite dalla Panini Comics. La rivista Super Comics della MBP ha presentato Crash, un Graphic Novel realizzato da Mike Saenz, con immagini di William Bates e Mike Saenzdella divisione Epic tutto realizzato con grafica vettoriale.

Iron Man: Crash
Epic Graphic Novel
Giugno 1988
Immagine di William Bates e Mike Saenz
© Marvel Comics

Ristampe: esiste un volume cartonate edito da Comic Art nella collana Grandi Eroi che riproduce il primo Marvel Masterworks a lui dedicato e in cui sono ristampati una trentina di episodi da Tales of Suspense.

Screenshot della pagina web di uBC contenente la scheda
La scheda originale si trova al link
https://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?10134
© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 1 Scheda 5

Thor

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata il 21 aprile 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

ATTENZIONE
il personaggio Thor/Donald Blake è dal 1978 il personaggio Marvel preferito da CMCT, autore di questa scheda enciclopedica
L’articolo potrebbe quindi presentare passi assolutamente privi di obiettività

Thor, il Dio del Tuono

Il personaggio della mitologia norrena è stato adattato da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962 per la rivista Journey into Mystery per essere inserito nell’Universo Marvel. È l’eroe più potente del Marvel Universe. Divide la sua esistenza tra Asgard, dimora degli dei nordici, e Midgard, la Terra. E’ uno dei membri fondatori del gruppo The Avengers.

Thor
Disegno di Esad Ribic
© Marvel Comics

La nascita editoriale di Thor risale all’agosto 1962 quando, nel numero 83 di Journey into Mystery, Stan Lee ( Stanley Martin Lieber ), coadiuvato nella sceneggiatura dal fratello Larry, e Jack Kirby ( Jacob Kurtzberg ) prendono a prestito dalla mitologia scandinava il Dio del Tuono.

Journey into Mystery n. 83
Agosto 1962
Copertina ( a sinistra )
Tavola 5 Vignetta 6 ( a destra )
Disegni di Jack Kirby
© Marvel Comics

Nonostante il potenziale del personaggio la piattezza delle trame basate tutte sul triangolo tra il dottor Donal Blake ( la controparte umana del Dio del Tuono ), Thor e Jane Foster ( assistente del dottore ) regna sovrana.

Accortisi della banalità dei racconti i due autori decidono prima di inserire l’eroe nella collana Avengers in qualità di membro fondatore (Avengers 1 – settembre 1963).

Copertina di
Avengers n. 1
Ottobre 1963
e Avengers n. 2
Tavola 19 Vignetta 6
Novembre 1963
Disegni di Jack Kirby
© Marvel Comics

Oltre alla creazione della serie The Avengers Stan Lee decide di affiancare alle sue avventure in solitaria una serie di episodi chiamati Tales of Asgard (da Journey Into Mystery 97 – ottobre 1963), ambientati nella dimora degli dei nordici, in cui si tratteggiano meglio le origini e la psicologia di Thor e si definiscono i personaggi di contorno anch’essi presi dal pantheon mitologico scandinavo.

Inizia Tales of Asgard
da Journey into Mystery 97
Tavola 1 su pagina 14
Ottobre 1963
Disegno di Jack Kirby
© Marvel Comics

L’idea è vincente ed è grazie a queste soluzioni che il personaggio finalmente decolla. È un periodo d’oro in cui, oltre a Jack Kirby che affina il suo segno che diviene sempre più maestoso, si sono alternati vari disegnatori quali Neal Adams e John Buscema.

Arriva John Buscema
Thor Volume 1 n. 182
Tavola 1
Novembre 1970
Disegno di John Buscema
© Marvel Comics

Sul finire degli anni settanta la serie precipita qualitativamente e le storie vivono la crisi creativa diffusa nel mondo dei comics. Nel 1983 il personaggio ha ormai perso tutto il suo carisma. Per questo Jim Shooter, allora editor capo alla Marvel, affida la serie a Walter Simonson (The Mighty Thor 337 – novembre 1983) che ne rigenera il fascino e la gestisce fino al numero 382 (agosto 1987).

Thor Volume 1 n. 337
Tavola 8
Novembre 1983
Disegni di Walter Simonson
© Marvel Comics

Purtroppo nelle gestioni successive la qualità crolla nuovamente fino alla chiusura definitiva nel 1996. Nel 1998 la collana rinasce nell’ambito del progetto Heroes Return e viene affidata alle cure di Dan Jurgens e Johnny Romita Jr. che riescono nell’impresa.

Thor Volume 2 n. 1
Tavola 2
Luglio 1998
Disegni di John Romita Jr.
© Marvel Comics

Oltre alla storica collana Journey into Mystery, divenuta poi The Migthy Thor con il numero 126 ( marzo 1966 ), terminata con The Mighty Thor 502 (settembre 1996) e alla sua naturale continuazione ( The Mighty Thor Vol. 2 – dal luglio 1998 ) sono state pubblicate tre miniserie: la mediocre Thor Corps ( 4 numeri – da settembre a dicembre 1993 ), la magnifica Thor: Godstorm ( 3 numeri – da novembre 2001 a gennaio 2002 ) e Thor: Son of Asgard ( 12 numeri – da maggio 2004 a gennaio 2005 ).

Thor, Captain America & Iron Man
Disegno di George Perez
© Marvel Comics

Nei quarantacinque anni di carriera editoriale ( la presente scheda è stata redatta nel 2006 – NDA ) la figura del personaggio è stata modificata svariate volte.
Thor è il Dio del Tuono, figlio del sovrano di Asgard Odino e suo successore. Appena adulto riceve da suo padre Mjolnir, il terribile martello forgiato dai Trolls con il magico metallo Uru. Nonostante questo dono il giovane Thor si dimostra troppo arrogante e rischia di interrompere la tregua con i giganti del Gelo di Jotunheim. A causa di questa superficialità Odino lo manda in esilio su Midgard ( la Terra ), privandolo del Mjolnir, cancellandogli la memoria e intrappolandolo nell’esile corpo del claudicante Dottor Donald Blake.

Dopo dieci anni Odino, ritenendo che suo figlio abbia ormai imparato cosa fosse l’umiltà, fa in modo che Donald Blake si rechi in vacanza in Norvegia dove gli fa ritrovare Mjolnir e la passata potenza ( Journey into Mystery n. 83 – agosto 1962 ). Per parecchio tempo il Dio del Tuono preferisce dividere la sua vita tra Asgard e Midgard. È proprio sulla Terra che incontra Iron Man, Ant-Man, Wasp e l’incredibile Hulk con cui crea i Vendicatori ( in Avengers n. 1 – settembre 1963).

Nel tempo il potente Thor ha condiviso il corpo con altri umani quali Erik Masterson (da The Mighty Thor 405 – giugno 1989 al n. 425– febbraio 1992) e Jake Olson (The Mighty Thor Vol. 2 n. 1 – luglio 1998).

Per qualche tempo ha assunto, aiutato da Nick Fury capo dello SHIELD (prima Strategic Hazard Intervetion Espionage Logistics Directorate e poi Supreme Headquarters International Espionage Law-enforcement Division), l’identità di Sigurd Jarlson (The Mighty Thor n. 373 – novembre 1986).

Una piccola nota. Il Thor Marvel è decisamente diverso dal Thor della mitologia norrena con cui condivide potenza, Mjolnir e la sua passione per Midgard. Il Thor della tradizione scandinava ha i capelli rossi, è barbuto ed è spesso soggetto da attacchi d’ira. Ama bere idromele, di cui si ubriaca spesso.

Thor o Thoro in un disegno contenuto nel manoscritto SÁM 66 del 18mo secolo conservato nel Árni Magnússon Institute in Islanda

Guida alla lettura degli abi italiani

Thor ha potuto godere di una collana propria già agli albori dell’era Marvel/Corno. Infatti la casa editrice gli dedica la quarta serie Marvel ( dopo l’Uomo Ragno, Devil e I Fantastici Quattro ) pubblicata in Italia nei primi anni settanta proseguita fino al numero 243. Nei primi anni novanta la Play Press riprende la pubblicazione proponendo direttamente la gestione Simonson prima su Silver Surfer ( dal n. 1 al n. 14 ) e poi dedicandogli una serie propria. Per fare questo salta parecchi numeri.

Per questo su Iron Man ( Play Press ) vengono pubblicati alcuni episodi saltati nel passaggio tra l’Editoriale Corno e la Play Press.
A metà degli anni novanta la gestione passa quindi alla Panini Comics, sotto il marchio Marvel Italia, che edita prima Capitan America & Thor e poi Thor ( divenuto poi Thor & i Nuovi Vendicatori ). Varie case editrici hanno pubblicato volumi dedicati a Thor: nelle collane Play Special e Play Book ( Play Press ), Marvel Magazine, Wiz, Marvel Synchro e Marvel 100% ( Panini Comics ) e negli Oscar Mondadori.

Ristampe
Journey into Mystery n. 83 è stato ristampato innumerevoli volte in svariati volumi ( uno su tutti La Marvel Storia dei Supereroi dell’Editoriale Corno ). L’Editoriale Corno ha ristampato un ciclo di storie nella seconda serie dedicata al Dio del Tuono ( 42 numeri ) The Mighty Thor da 127 a 130, da 132 a 177 e da 179 a 188 e Mighty Thor Annual 2.

Esiste un volume cartonate edito da Comic Art nella collana Grandi Eroi che riproduce il primo Marvel Masterworks a lui dedicato dalla Marvel Comics in cui sono ristampati una trentina di episodi da Journey into Mystery.
La Mondadori ha ristampato le prime avventure di Dan Jurgens e John Romita Jr. nell’Oscar Mondadori intitolato Il mitico Thor: Assalto al Dio del Tuono.

Screenshot della pagina web di uBC contenente la scheda
La scheda originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?10132
© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 1 Scheda 4

Hulk

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata il 25 aprile 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Copertina di
Incredible Hulk n. 1
Maggio 1962
Disegno di Jack Kirby
© Marvel Comics

L’incredibile Hulk è uno dei personaggi dell’universo Marvel che gode di più popolarità. Basti pensare che è l’unico, assieme all’Uomo Ragno, ad avere dedicate tre serie di cartoni animati, ben cinque serie di telefilm, quattro TV Movie ed un film che è tra i meglio riusciti tra le trasposizioni cinematografiche di fumetti, diretto da Ang Lee ( NDA: all’epoca in cui è stata scritta questa scheda enciclopedica il MCU della Disney era al di là di ogni possibile immaginazione ). L’idea base è accattivante anche se non inedita: quella dell’Io animalesco, celato nei recessi della nostra mente e nutrito da un’immensa frustrazione, un po’ Dottor Jekyll e un po’ Faust.

Stan Lee (Stanley Martin Lieber) e Jack Kirby (Jacob Kurtzberg), per altro, non hanno mai negato di essersi ispirati a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, uno dei capolavori di Robert Louis Balfour Stevenson. L’anno della nascita editoriale è il 1962 e, forti dell’intensificarsi delle fobie nucleari ( in quell’anno infatti cessa la moratoria sugli esperimenti atomici e gli Stati Uniti danno il via a un nuovo intensissimo programma di sperimentazione ), i due autori varano una nuova serie ( The Incredible Hulk n. 1 – Maggio 1962) in cui, Bruce Banner, coinvolto in un incidente durante l’esperimento di una nuova potentissima bomba, subisce una trasformazione genetica per cui, se sottoposto a forte stress o rabbia, si trasforma in un essere dalla forza spaventosa e difficilmente governabile.

Hey! Look at you!
da Incredible Hulk n. 1
Tavola 5 Vignetta 6
Maggio 1962
Disegno di Jack Kirby
© Marvel Comics

Purtroppo la serie subisce anche lei il nefasto influsso Maccartista per cui è necessario attendere parecchi anni prima che il personaggio venga ridefinito a favore di uno dei fumetti meglio realizzati nella storia dei Comics. L’operazione riesce solo grazie allo scrittore Peter David che, affiancato da giovanissimi e allora sconosciuti disegnatori (Todd McFarlane e Dale Keown tra gli altri), non si limita a risollevare le sorti di una serie destinata ormai a ripetersi ossessivamente sullo sfondo di frasi quali Hulk spacca, Hulk distrugge e Perché i piccoli uomini blu non lasciano in pace Hulk? ( riferita ai poliziotti e non certo ai Puffi di Peyo). Con David il personaggio varia in modo camaleontico e si trasforma di volta in volta in soggetti dalla psicologia intensa.

Il guercio e Mr. Fixit
copertina di Wolverine
Vol. 2 n. 8
Giugno 1988
Disegno di John Buscema
© Marvel Comics

Il lettore conosce quindi Joe Fixit, l’immenso gorilla grigio ( chiaro ritorno alla primissima pigmentazione delll’Ulk degli inizi ) del malavitoso Michael Berengetti, a Las Vegas, elegantissimo, sempre affamato di sesso e violenza e dotato di un inquietantesenso dell’umorismo oppure Banner, un Hulk dalla potenza eccezionale ma dalla mente geniale.

Incredible Hulk
Vol. 2 n. 390
Febbraio 1992
Tavola 6
Disegno di Dale Keown
© Marvel Comics

L’obiettivo raggiunto da David è un continuo scambio di ruoli tra Hulk e Banner in un frenetico gioco di scatole cinesi per cui non si sa più quale sia l’elemento portante. Viene così ripristinato l’equilibrio creato da Lee e Kirby, per cui il lettore non sa se è Hulk ad essere un problema per Banner o viceversa, il tutto in una furiosa cavalcata contro villains di tutti i tipi. Nel 1998, dopo la saga di Onslaught, la serie viene affidata ad autori del calibro di John Byrne, Joe Casey ed Erik Larsen, fino ad arrivare a Bruce Jones che, nonostante il buon lavoro fatto, non riesce ad eguagliare i 132 episodi di Peter David.

Incredible Hulk
Vol. 2 n. 373
Gennaio 1991
Tavola 14 Vigneta 4
Disegno di Dale Keown
© Marvel Comics

Il Dottor Bruce Banner

Un’infanzia all’ombra di un padre dispotico, alcolizzato e colpevole dell’omicidio della madre, una vita di frustrazioni e rabbia repressa e una massiccia esposizione alle radiazioni gamma in età adulta sono all’origine delle drammatiche trasformazioni del Dottor Bruce Banner nell’incredibile Hulk. Siamo negli Stati Uniti durante la guerra fredda. Nella Desert Base, New Mexico, l’esercito sta testando una nuova, terribile arma: la bomba a raggi gamma. Alla supervisione del test il Dottor Banner, il geniale scienziato all’origine degli studi sui raggi gamma. Durante il conto alla rovescia Banner si rende conto che nel cuore del poligono nucleare si è intrufolato il giovane e spaccone Rick Jones, penetrato nell’area dell’esplosione per mostrare il proprio coraggio agli amici. Banner riesce a mettere al Jones ma viene investito dall’esplosione: il suo viscido collaboratore, una spia al soldo dell’Unione Sovietica, non ha fermato il countdown. Miracolosamente Banner ne esce vivo ma, appena ripresi i sensi, si trasforma in un mostruoso essere dalla pelle grigia, dalla mente semplicissima e dalla devastante forza distruttiva immediatamente scatenata, per poi tornare un normale essere umano, per quanto confuso e ignaro di quanto la sua mostruosa altra identità compie.

Copertina del graphic novel
Marvel Graphic Novel n. 29
The incredible Hulk and the Thing
Settembre 1987
Disegno di Berni Wrightson
© Marvel Comics

Con il tempo la pigmentazione del mostro diviene verde e le trasformazioni sono sempre più legate al livello di stress e sempre più sono la manifestazione della frustrazione accumulata. Frustrazioni alimentate ulteriormente dagli innumerevoli nemici che man mano va incontrando e che immancabilmente sconfigge.

Nemici come il Capo è Samuel Sterns, un individuo la cui assunzione di raggi gamma ha interessato solo la mente, al contrario di Banner. Utilizza la sua intelligenza super-umana per contrastare la furia del colosso verde. È sicuramente il suo nemico numero uno. Il Maestro è l‘inquietante versione di Hulk di un futuro alternativo.

Oppure Emil Blonsky, un’altra vittima delle radiazioni gamma che, associate alla sua indole criminale, lo trasformano nel terribile Abominio il cui unico fine è l’annientamento di Hulk.

The incredible Hulk
Vol. 2 n. 233
Tavola 1
Marzo 1979
Disegno di Sal Buscema
© Marvel Comics

Guida alla lettura degli albi italiani

La vita editoriale di Hulk in Italia è altrettanto complicata.
Inizialmente pubblicato in appendice a L’Uomo Ragno ( Editoriale Corno ) ottiene riviste proprie con le collane Hulk e i Difensori e “L’incredibile Hulk” per poi riconfluire in L’Uomo Ragno e nel Settimanale dell’Uomo Ragno ( tutte edite dall’Editoriale Corno ). Dopo l’isolato episodio pubblicato su Marvel della Labor Comics , Hulk approda sulle pagine di Fantastici Quattro della Star Comics e lì rimane fino a quando tutti i diritti sulle serie Marvel vengono passati alla Marvel Italia, poi confluita nella Panini Comics. Da allora viene pubblicato sulla rivista Devil & Hulk e Collezione Marvel 100%. Alcune miniserie e numeri unici sono stati pubblicati su Star Magazine ( Star Comics ), Marvel Magazine e Wiz ( Marvel Italia ). Nei primi sette numeri di Bhang e nei quattro numeri Eureka Avventura Classic ( tutte e due MBP ) vengono pubblicate le strisce giornaliere pubblicate a suo tempo sui quotidiani americani.

Banner
N. 1 Tavola 1
Vignette 2, 3 e 4
Settembre 2001
Disegno di Richard Corben
© Marvel Comics

Ristampe: la Comic Art ha pubblicato nella collana Grandi Eroi Marvel il volume tratto da Marvel Masterworks Hulk 1. Nei Classici del fumetto di Repubblica vengono ristampati molti episodi di Peter David e la versione a fumetti del film di Ang Lee. La Mondadori ha ristampato i numeri Incredible Hulk Vol. 3 da n. 1 a n. 11 e The Incredible Hulk Vol. 1 n. 1 nell’Oscar Mondadori Bestsellers 1339. La Panini Comics divisione Marvel Italia ha pubblicato i due volumi Futuro Imperfetto ( con la ristampa dell’omonima miniserie apparsa su Star Magazine, edita dalla Star Comics ) e Ground Zero che ristampa The Incredible Hulk Vol. 1 dal n. 340 al n. 346.

Screenshot della pagina web di uBC contenente la scheda
La scheda originale si trova al link
https://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?10604
© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 1 Scheda 3

Ant-Man

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata l’11 maggio 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Prima apparizione del costume di Ant-Man
Disegno di Jack Kirby
da Tales to Astonish 35
Tavola 3 Vignetta 3
© 1962 Marvel Comics

Ant-Man/Hank Pym è uno dei più controversi eroi del cosmo Marvel della Silver Age. La sua nascita editoriale la si deve a Stan Lee (Stanley Martin Lieber) e Jack Kirby (Jacob Kurtzberg) che nel numero 27 di Tales to Astonish ( gennaio 1962 ) presentano il Dottor Henry Pym, un compito e patriottico scienziato, inventore di un siero in grado ridurre le proprie dimensioni sino a quelle di un insetto. Dopo una pausa di alcuni numeri, viste le crescenti richieste dei lettori di dare una continuazione alle vicende dello scenziato ) sul numero 34 ( settembre 1962 ) della stessa serie il Dottor Pym sfoggia, oltre al costume, anche un elmetto cibernetico che gli permette di mettersi in contatto con le formiche, facendosi così obbedire in modo da avere il loro appoggio in caso di necessità.

Purtroppo le prime storie di Ant-Man sono pervase dal Maccartismo più paranoico per cui persino gli insetti “cattivi” sono rossi. Le sue avventure continuano prima in solitaria e poi assieme alla fidanzata Janet Van Dyne (da Tales to Astonish n. 44 – giugno 1963) fino alla creazione dei Vendicatori su Avengers 1 ( settembre 1963 ). Il Dottor Pym smette gli abiti di Ant-Man in virtù di quelli di Giant-Man una volta inventato il siero per ingrandire (Tales to Astonish n. 49 – novembre 1963).

La seconda incarnazione di Ant-Man la si deve a David Michelinie, John Byrne e Bob Layton che sulle pagine di Marvel Premiere n. 47 (aprile 1979) raccontano di come Scott Edward Lang prenda il posto del dottor Pym.

Copertine di
Tales to Astonish 27
e Tales to Astonish 35
Disegni di Jack Kirby
© Marvel Comics

Quando Henry Pym elabora le particelle che prendono il suo nome per avere la possibilità di ingigantire le persone, il personaggio di Ant-Man scompare in virtù di Giant-Man (Tales to Astonish n. 49 – novembre 1963).

Col tempo Pym prenderà nuovi nomi ( Golia, Yellowjacket/Calabrone ) e cambierà costumi ma rimanendo sostanzialmente lo stesso supereroe.

Qualche anno dopo, l’esperto in informatica Scott Lang, disperato perché con il suo lavoro di riparatore elettronico non si può permettere la costosa operazione al cuore in grado di salvare la figlia, decide di rubare il costume ed il siero del Dottor Pym, per intrufolarsi alla Cross Technological Enterprises in cui è prigioniera Erica Sondheim, chirurgo esperto in operazioni chirurgiche, rapita da Darren Cross nel tentativo di obbligarla ad intervenire sul suo cuore malato.
Ma una volta liberata la dottoressa Sondheim e salvata la figlia Lang cerca di restituire il maltolto al Dottor Pym che, colpito dalle sue buone intenzioni, decide di lasciargli continuare la sua carriera come Ant-Man (Marvel Premiere n. 47 e 48 – aprile e giugno 1979). Impiegato come tecnico alla Stark Enterpises di Anthony Stark, Lang collabora spesso come Ant-Man prima con Iron Man e poi, mentre Reed Richards risultava disperso, con i Fantastici Quattro. Dopo i fatti di Onslaught crea, assieme Luke Cage ed Iron Fist, gli Eroi in Vendita (Heroes for Hire 1 – luglio 1997), un gruppo di supereroi a pagamento. Infine si unisce agli Avengers. Viene ucciso da Scarlet impazzita negli eventi di Vendicatori divisi (Avengers 500 – settembre 2004).

I nemici di Ant-Man 1 sono decisamente pacchiani. Testa d’Uovo, scienziato dall’aspetto ridicolo (ha la testa sproporzionatamente grande e, ovviamente, a forma d’uovo), il primon perso Cavaliere Nero e il professor Nathan Garret sono solo i più importanti di una sequela di deliranti spie, insetti, meccanismi “comunisti” che insidiano gli USA.

Copertina di
Marvel Premiere 47
Disegno di Bob Layton
© Marvel Comics


Darren Cross (in seguito, il supercriminale Crossfire), presidente della Cross Technological Enterprises, è il primo avversario di Ant-Man 2. A lui contende la dottoressa Erica Sondheim che poi salverà la figlia di Lang. Non avendo una propria serie regolare Ant-Man 2 non ha nemici propri ma aiuta di volta in volta i propri compagni di avventura.
Infine è necessario citare Scarlet che, avendo resuscitato Jack Hart / il Fante di Cuori, amico di Lang, lo usa per ucciderlo.

Guida alla lettura degli episodi italiani

In Italia Ant-Man 1 è apparso in appendice alla prima serie dell’Uomo Ragno (Editoriale Corno) dal numero 22 al n. 31. Mentre Ant Man 2 appare in Iron Man (Play Press) nei numeri 13 e 14. In Marvel Magazine 8 e Marvelmania (Panini Comics). Dal numero 34 di Uomo Ragno Deluxe (Panini Comics) compare nella serie Heroes for Hire e dal numero 50 di Thor seconda serie (Panini Comics) appare come membro dei Vendicatori fino alla morte avvenuta in Thor 74 (Avengers 500 – settembre 2004).

Screenshot della pagina web di UBC contenente la scheda
La scheda originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?10133
© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 1 Scheda 2

Henry ‘Hank’ Pym

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel

Questa scheda enciclopedica è stata creata da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stata pubblicata l’18 maggio 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Io sono Henry Pym
Disegno di Al Milgrom
Chine di Joe Sinnot
Avengers 229
Marzo 1983
Tavola 20 Vignetta 4
© Marvel Comics

Henry Pym, Hank per gli amici, è un personaggio complesso, sviluppato nell’arco di quarant’anni di gestioni editoriali anche contraddittorie tra di loro. È un po’ quello che è capitato a tutti quei personaggi che sono stati prestati alla propaganda americana degli anni sessanta. Basti pensare alle profonde modifiche che ha subito un altro personaggio basato sullo stesso criterio: Anthony Stark ossia l’invincibile Iron Man. Henry Pym compare sulle pagine di Tales to Astonish n. 27 ( gennaio 1962 ) anche lui nato dalla magica fantasia del duo Stan Lee ( Stanley Martin Lieber ) e Jack Kirby ( Jacob Kurtzberg ). Sarà il primo Ant-Man (da Tales to Astonish 27 – gennaio 1962 a Tales to Astonish n. 48 – novembre 1963) e, successivamente, Giant-Man, Goliath e Calabrone , apparendo sia su episodi propri che nelle serie dei Vendicatori e dei Vendicatori della Costa Ovest. Dopo aver divorziato da Janet Van Dyne si separa anche dai Vendicatori a seguito dello scioglimento del gruppo, dopo l’attacco di Scarlet nel finale dei terribili eventi di Vendicatori: Divisi.

Per comprendere meglio la complessità del personaggio è necessario ripercorrerne l’evoluzione nel tempo.
Henry Pym è il brillante scienziato a cui si devono l’invenzione delle particelle Pym, la nascita di Wasp e, purtroppo, la creazione di Ultron, il terribile robot causa di tanta sofferenza per l’intero pianeta. Quando ancora non era Ant-Man, il giovane e geniale dottore era sposato alla bella Maria Trovaya che però rimane vittima di un attentato. È a seguito di questo atto violento che il dottor Pym si dedica anima e corpo alla sperimentazione delle particelle Pym che lo porteranno ad essere prima Ant-Man e poi Giant-Man, Goliath e Calabrone. Nonostante il matrimonio con la giovane Janet Van Dyne questo susseguirsi di tragici eventi, trasformazioni e, soprattutto, il senso di responsabilità per aver creato Ultron minano sempre più la sua personalità al punto da renderlo rancoroso e violento nei confronti della moglie, che lo lascia a seguito di un pestaggio. A seguito della separazione, all’apice della depressione, rimane vittima di un complotto che lo vede schierarsi suo malgrado contro i Vendicatori. Ne segue una procedura disciplinare interna al gruppo, che ne pretenderà l’espulsione. Il dottor Pym decide quindi di smettere i panni del super eroe ma di rimanere comunque in qualità di ‘consulente’ ed esperto scientifico tra le file dei Vendicatori della Costa Ovest. In più di un’occasione si rivelerà un elemento pericoloso utilizzando in modo “alternativo” le particelle Pym.

Un uso alternativo delle Particelle Pym
Disegni di John Byrne
da West Coast Avengers V2 n. 56
Tavola 15
Vignette 1 e 2
© Marvel Comics

Dopo la distruzione di Ultron, Henry e Janet si riavvicinano sentimentalmente e tutti e due decidono di dedicarsi a loro stessi, soprattutto dopo lo scioglimento dei Vendicatori nel tragico epilogo di Avengers Disassembled.

Guida alla lettura

Come Ant-Man è apparso in appendice alla prima serie dell’Uomo Ragno (Editoriale Corno) dal numero 22 al n. 31. In seguito ha seguito le sorti editoriali dei Vendicatori.

Nota dell’autore: l’articolo originale era seguito dalla carellata dei costumi dei vari super-eroi impersonati da Henry Pym, gli stessi costumi che si intravedono nella vignetta pubblicata poco sopra.

Screenshot della pagina web di uBC contenente la scheda
La scheda originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?10652
© CMCT e UBCfumetti

Avengers Project Fase 1 Scheda 1

Rick Jones

Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel.

Questa scheda enciclopedica è di Claudio Mauricio Crimi Trigona
ed è stata pubblicata sul sito uBCfumetti
il 5 maggio 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Rick Jones compare per la prima volta in Incredible Hulk Vol. 1 n. 1 ( maggio 1962 ) sempre grazie a Stan Lee ( Stanley Martin Lieber ) e Jack Kirby ( Jacob Kurtzberg ).

Arriva Rick
da Hulk 1 – maggio 1962
Vignetta 6 di tavola 3 ( a sinistra )
e vignetta 1 di tavola 4 ( a destra )
Disegni di Jack Kirby
© Marvel Comics

Da allora il suo ruolo è stato quello di comprimario prima di Hulk, poi di Capitan America e infine di Capitan Marvel. Ma è nella drammatica guerra Kree-Skrull scritta da Roy Thomas e disegnata da Neal Adams e John Buscema che Rick Jones assume un ruolo determinante ( The Avengers Vol. 1 n. 97 – marzo 1972 ). Dapprima dipinto come scavezzacollo incosciente ( causa l’incidente all’origine dell’Incredibile Hulk ), poi coscienzioso teen-ager nei Vendicatori ( è la sua richiesta d’aiuto via radio che viene intercettata da Thor, Iron Man e Ant-Man. La risposta a questa chiamata è alla base della prima avventura dei Vendicatori ), fino a super-eroe vero e proprio. Dopo la morte di Capitan Marvel ( nel primo graphic-novel della Marvel “La morte di Capitan Marvel” scritta e disegnata da Jim Starlin nel 1982 ) Peter David riprende il personaggio e lo reinserisce nelle pagine di Hulk. La psicologia del personaggio viene così arricchita di ironia ma soprattutto di realismo. Dopo David è Kurt Busiek ad inserirlo nel grande affresco di “Avengers Forever” (miniserie di 12 numeri dal dicembre 1998 a novembre 1999) in cui Rick si fonde anche con Genis-Vell, il figlio di Capitan Marvel.

Copertina di Carlos Pacheco
di Avengers Forever 1
del dicembre 1998
© Marvel Comics

Immediatamente dopo David contribuisce alla nascita della seconda collana del nuovo Capitan Marvel (Captain Marvel Vol. 3 dall’ottobre 1999) in cui Rick Jones è co-protagonista.

Rick Jones ha un’infanzia turbolenta. Orfano, viene rinchiuso in riformatorio da dove fugge dopo aver subito vari abusi. Costretto a lavoretti saltuari per guadagnarsi da vivere è agitato dall’esigenza di farsi notare e di dimostrare il proprio valore. È proprio a causa di questa sua esigenza che per scommessa entra nel poligono nucleare dove deve essere testata la prima Bomba Gamma. Il dottor Banner riesce a trarlo in salvo ma viene investito dalle radiazioni al suo posto. Queste lo trasformeranno nell’Incredibile Hulk. Preso dai sensi di colpa Rick lo seguirà nella sua fuga tormentata. Quando Hulk viene controllato mentalmente da Loki, Rick chiede via radio aiuto ai Fantastici Quattro. Il segnale viene però intercettato da Iron Man, Thor, Ant-Man e Wasp che intervengono e formano, assieme al gigante verde, i Vendicatori.

Rick Jones crea inavverttitamente i Vendicatori
da Avengers Vol. 1 n. 1
Vignetta 6 tavola 4 ( s sinistra )
e vignetta 3 tavola 7 ( a destra )
Disegni di Jack Kirby
© Marvel Comics

Successivamente, grazie ai suoi contatti con il super-gruppo, Rick conosce e segue Capitan America fino a quando non trova le negabande, due bracciali che, se battuti, riportano a questa realtà Capitan Marvel, esiliato nella Zona Negativa. In quei momenti i due si scambiano di posto.

Da Captain Marvel Vol. 1 n. 41
Tavola 11
Novembre 1975
Disegno di Al Milgrom
© Marvel Comics

Durante la guerra tra Kree e Skrull, grazie all’aiuto della Suprema Intelligenza Kree, Rick riesce a generare mentalmente il supergruppo degli Invasori e a smascherare lo Skrull che sulla Terra ha preso le sembianze di H. Warren Craddock, un imbonitore che sta scatenando l’opinione pubblica contro i Vendicatori. Lo sforzo è tale che Rick rischia di morire. Capitan Marvel decide di fondersi con lui e lo salva. Tempo dopo Rick e Capitan Marvel vengono separati grazie ai Fantastici Quattro e così il giovane può tornare alla semplice vita da umano intrecciando nuovamente la sua strada con quella di Hulk. In questo periodo Rick incontra Marlo Chandler e la sposa. Successivamente, coinvolto nella colossale nuova guerra tra Kree e Skrull, si ritrova a dover condividere la propria esistenza con Genis-Vell, concepito da Elyasius utilizzando un campione del defunto marito Mar-Vell ovvero Capitan Marvel.

Guida alla lettura del materiale in italiano

Nell’Oscar Mondadori Bestsellers 1339 “Hulk: Cuore di Tenebra, Anima di Fuoco” viene ristampato il primo episodio di Hulk in cui compare per la prima volta Rick. In tre volumi cartonati editi da Comic Art nella collana Grandi Eroi ( che riproducono i primi due Marvel Masterworks della Marvel Comics in cui sono ristampati Avengers da 1 a 20 e nel numero dedicato ai primi sei numeri di “Incredible Hulk” ) si legge il primo ciclo di avventure vissute da Rick Jones e Hulk assieme ai Vendicatori. Nel quarto volume di “Marvel Heroes Book” della Panini Comics dedicato ai Vendicatori ( La guerra Kree-Skrull ) compare l’episodio in cui Rick si fonde con Capitan Marvel. In Devil & Hulk (Panini Comics) dal n. 0 al n. 70 compaiono molti episodi di Hulk in cui Rick è coprotagonista. In “Avengers Forever” in appendice a Thor Quarta Serie (Panini Comics – dal n. 4 al n. 36) e Fantastici Quattro Terza Serie (Panini Comics da 211 a 228) compaiono gli episodi della terza serie dedicata a Capitan Marvel. Gli ultimi 26 episodi di questa serie sono inediti in Italia ( questo fino a maggio 2006 – NDA ).

Screenshot della pagina web di uBC contenente la scheda
La scheda originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/enciclopedia/?10758
© CMCT e UBCfumetti
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