Ciao Luigi

Il saluto al grande editore
di fumetto autoriale italiano

Questo articolo è di Claudio Mauricio Crimi Trigona
ed è stato pubblicato sul sito UBCfumetti
il 4 novembre 2013

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Luigi Bernardi

Luigi Bernardi se n’è andato il 16 ottobre. La discrezione di questa figura fondamentale nella cultura degli ultimi trent’anni impone un saluto sobrio, senza frasi ridondanti o iperboli particolari.

Luigi Bernardì è stato un uomo illuminato, amante della racconto e del raccontare, che da dietro le quinte e con il suo saper fare ha saputo influenzare la narrativa di genere più di chiunque altro nel panorama italiano. Scriverne ora non è da sciacalli dell’informazione: chi mi conosce sa che ne parlavo in questo modo già venticinque anni fa, quando mi fece conoscere i libri di Pennac e mi introdusse a Burroughs. Guardarlo muoversi con nonchalance tra quella marea di talenti ancora a venire, un autentico vivaio che lui coltivava con passione, era un insegnamento all’amore per la letteratura, per il raccontare che oggi dovrebbe essere considerata scuola, se solo non fossimo circondati da rock-star dell’editoria.

Le avventure di Max Fridman
RAPSODIA UNGHERESE
1982
Di Vittorio Giardino
© L’Isola Trovata

Con poche parole indicava cosa c’era di valido nel multicolore mondo della narrazione e ciò che invece era bluff. Impietoso, certo, schietto ma mai aggressivo. Mai. Non solo: è stato un grandissimo dell’editoria a fumetti. Il suo prodotto si contraddistingueva sempre per la confezione eccelsa. Basta sfogliare una pagina qualsiasi di Nova Express, l’ultima meravigliosa creatura del panorama delle riviste contenitore a fumetti, dove la carta, la grammatura, persino i caratteri dei numeri di pagina erano curati in un modo che non s’era mai visto. “Costa tantissimo un numero di Nova” mi disse una volta al banco di un bar, davanti a un caffè “Troppo” e io gli dicevo “Sì, ma è meravigliosa” e lui sorrideva. Perché voleva questo dalle persone che arrivavano i suoi prodotti: lo stupore negli occhi, il sense of wonder.

Lo otteneva sempre.

In Italia Luigi si è distinto immediatamente per la sua passione per la letteratura a fumetti e di genere. Profondo conoscitore dei meccanismi della narrazione ma anche memoria storica di portata non comune. Partecipava attivamente a fanzine, iniziative culturali amatoriali e autofinanziate, alcune dalla vita effimera, dove indicava con precisione cosa ci saremmo letti nei venti o trent’anni successivi. Crea la casa editrice L’Isola Trovata, che propone un catalogo di autori di fama mondiale: Breccia, Muñoz, Sampayo, Mattotti, Scarpa, Ghigliano, Berardi, Calegari, Milazzo, Pichard, Tardi, Lauzier, Altan, Cavezzali, Panebarco tra gli altri. Non contento, invade le edicole con una rivista divenuta storica: Orient Express, che si contraddistingue dalle altre per la qualità eccellente delle storie e la cura per i redazionali. È su quelle pagine che Ken Parker si trasforma da fumetto popolare a fumetto, che Magnus può finalmente sfoggiare il suo stile e talento eccezionale presentando al mondo le splendide avventure de Lo Sconosciuto e dove, finalmente, viene tradotto il capolavoro di Cadelo, I cavalieri del Santo Asse, scritto da Jodorowsky.

Orient Express n. 19
Marzo 1984
Disegno di Silvio Cadelo
© L’Isola Trovata

Orient Express è la sua prima vera creatura e in essa riversa tutto il proprio amore per la cura dei dettagli. Da allora è un susseguirsi di idee brillanti, innovative, commoventi per la passione di cui sono intrise. Non contento crea la Glénat Italia che ha il pregio di rilanciare Lupo Alberto ma soprattutto di introdurre un fumetto di un mercato che di lì a poco avrebbe letteralmente spopolato: Akira, di Katsuhiro Otomo.

Lupo Alberto n. 1
1985
Disegno di Silver
e
Akira n. 1
Aprile 1990
Disegno di Katsuhiro Ōtomo
© Glénat Italia

È il 1990 e l’epoca de L’Isola Trovata e di Glénat Italia si sta per chiudere per lasciare il posto a quello che può essere ritenuto il più ardito sogno editoriale nel campo del fumetto.

Mangazine n. 1
Aprile 1991
Disegno di Sanpei Shirato
© Granata Press

Cosa è stata Granata Press per l’editoria Italiana non è facile da descrivere perché chi dice Granata Press non può non dire Metrolibri, casa editrice che col fumetto ha poco a che fare ma che ne è legata a doppio filo .

Plot n. 1
Giugno 1991
Disegno di Roberto Baldazzini
© Metro Libri

Nata come casa fornitrice di servizi editoriali, la Granata inizia con la romana Play Press, di cui cura il lettering degli albi a fumetti che preludono la grande invasione di comics Marvel per poi, nell’arco di pochissimi mesi, divenire una casa editrice punto di riferimento per tutto il fumetto italiano.

Magnus
Le femmine incantate

Novembre 1990
© Granata Press

Alcune scelte editoriali segnano la svolta. Ken il guerriero e Mangazine invadono le edicole, facendo esplodere la mania manga che tutt’oggi imperversa, seguiti dall’astro più luminoso, Nova Express. Anche qui è inutile cercare di spiegare cosa ha significato Nova Express per il mondo dell’editoria come è impossibile dimenticare l’editoriale del numero uno: pochissime righe di dura condanna per l’avvio della prima guerra del Golfo.

Nova Express n. 1
Marzo 1991
Disegno di Howard Chaykin
© Granata Press

Sui sommari dei sedici numeri di questa rivista scorrono Magnus, Frank Miller, Saudelli, Ikegami, Pirus, Chaykin, O’ Neill, Mattotti, Igort, Hewlett, Baldazzini, Varenne, Deum, Mezzo, Catacchio, Gabos, Vinci e tantissimi altri. Ma è con la semisconosciuta Metrolibri che Bernardi lascia la sua impronta indelebile: Lucarelli, Cacucci, Fois, Ferrandino, Di Giovanni, Teodorani non sarebbero chi sono senza il lancio voluto da Bernardi per la sua Metrolibri: era nato il Gruppo 13.

I Delitti del Gruppo 13
1991
Disegno di Massimo Moscati
© Metro Libri

Purtroppo Granata Press e Metro Libri, per i costi elevati che rendono insostenibile la loro vita editoriale, terminano contemporaneamente, legate economicamente come sono e per Luigi inizia la seconda fase della sua vita artistica, prettamente artistica. Si divide tra la scrittura e le collaborazioni importanti con case editrici del livello di Einaudi e Hobby & Work.

Crepe
L’ultimo romanzi di Luigi Bernardi

2013
© Il Maestrale

E non solo. Scrive. Scrive probabilmente quello che avrebbe voluto leggere: romanzi noir d’ambientazione prevalentemente bolognese. Scrive per il teatro e, finalmente, scrive fumetti. Inventa i personaggi Clea C. e Gaijin e ripropone il personaggio Fantomas sostituiendo l’ultima lettera del nome, creando Fantomax, disegnato da Onofrio Catacchio.

Fantomax. Non temerai altro male
di Luigi Bernardi e Onofrio Catacchio
2011
Copertina di Onofrio Catacchio
© Ccconino Press

Un’anima in subbuglio

Sono tantissime le iniziative volute da Luigi Bernardi e molte di più quelle in cui è stato coinvolto. Non ci è dato sapere cosa covasse mai in questi ultimi tempi. Quello che dobbiamo sapere e di cui dobbiamo fare tesoro è sicuramente il suo ruolo di Maestro culturale e di vita. Amante del concetto di bottega e gavetta, non aveva paura di spronare coloro che gli si proponevano con le proprie opere laddove scorgeva una qualche competenza artistica. Allo stesso modo, era garantito, riusciva a sconsigliare di perseverare oltre coloro che francamente non avevano la stoffa ( e di rado ha sbagliato ) e questo, in un periodo dove l’apparire è infinitamente più importante dell’essere, rende incolmabile il vuoto che lascia.

Screenshots della pagina web di UBC contenente l’articolo
L’articolo originale si trova al link
https://www.ubcfumetti.com/italia/?27912
© CMCT e UBCfumetti

Pubblicato da Claudio Mauricio Crimi Trigona

Scrittore, blogger e sceneggiatore. https://www.cmct.it https://ovviology.wordpress.com/ https://immaginidanzantiworpress.news.blog/

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