Ronin Hood dei 47 samurai

Ronin Hood of the 47 samurai

Edizione statunitense:
Beckett Comics/Image Comics – 2006
Edizione italiana:
Italy Comics – 17 x 26 cm, brossurato, colore, 9 €

Questa recensione è di Claudio Mauricio Crimi Trigona
ed è stata pubblicata sul sito UBCfumetti
il 24 maggio 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Copertina di
Ronin Hood dei 47 samurai
Disegno di Craig Rousseau
© 2005 Beckett Comics/Image Comics – 2006 Italy Comics

Epos e leggenda nella tragedia
dei 47 ronin dediti
ad Asano Takuminokami

Giappone 1701. Asano Nagamori, giovane signore della casata di Takumi-no-kami di Ako, viene offeso pubblicamente da Kira Kozukenosuke e, in preda a un eccesso d’ira, sguaina il proprio wakizashi e attenta alla sua vita. Costretto al seppuku verrà vendicato tempo dopo dai suoi 47 samurai, divenuti nel frattempo ronin.
Il graphic novel proposto da Italy Comics è un’ottima occasione per il lettore italiano per avvicinarsi alla vicenda realmente accaduta dei 47 ronin dediti ad Asano Nagamori narrata da Jeff Amano con uno stile personale, contaminato dalle leggende occidentali.

Chushingura, il Graphic Novel

La storia dei 47 gishi ( uomini retti: così i giapponesi preferiscono chiamare questi eroi nazionali, piuttosto che usare il dispregiativo ronin cioè uomini senza padrone dalle valenze più negative ) sepolti vicino alla tomba del proprio padrone nel tempio Sengakuji, nei pressi di Tokyo, ha sempre colpito profondamente l’immaginario collettivo giapponese al punto che, già dal 1702, solo pochi mesi dopo l’accaduto, circolavano versioni più o meno fantasiose ma comunque eroiche, di questi avvenimenti.
La consacrazione definitiva avviene nel 1748 quando viene messo in scena il Kanadehon Chunshighura. Quest’opera di Takeda Izumo è arrivata praticamente invariata fino ai giorni nostri ed è la più importante testimonianza di come l’insieme di regole basate sull’onore chiamato il bushido sia la chiave di lettura con cui vanno interpertati gli atteggiamenti nei confronti della vita e delle istituzioni di gran parte dei giapponesi e, in particolar modo, dei samurai.
Anche con questo presupposto è impossibile per un occidentale comprendere il senso di profonda devozione e appartenenza che ha spinto questo popolo a risollevarsi velocemente da un conflitto dagli esiti devastanti come la Seconda Guerra Mondiale.

Ronin Hood dei 47 samurai
Tavola 1
Disegno di Craig Rousseau
© 2005 Beckett Comics/Image Comics – 2006 Italy Comics

Vendetta e onore

È iniziato il XVIII secolo e due giovani nobili vengono scelti per svolgere un delicato incarico diplomatico. A tal fine vengono affidati all’istruzione dell’alto funzionario Kira Kozukenosuke che però ha in odio Asano, uno dei due giovani. Il funzionario provoca ripetutamente il giovane che alla fine cede all’ira e sfodera la sua spada all’interno del palazzo dello shogun, contravvenendo alla regola base di non usare armi all’interno di quel luogo sacro. Per questo motivo, seguendo le regole del bushido, decide di praticare il seppuku, il suicidio rituale tramite sventramento. I samurai al servizio di Asano diventano così ronin e, scoperta la verità, decidono di vendicarlo. Attendono nascosti diciotto mesi e quando ormai nessuno si aspetta rappresaglie irrompono nella dimora di Kira e lo uccidono, portando poi la sua testa sulla tomba dell’amato padrone. Avendo portato a termine la loro missione, i 47 ronin praticano a loro volta il seppuku raggiungendo così il loro padrone. Ed è proprio la storia di questa vendetta a essere raccontata da Jeff Amano in Ronin Hood dei 47 samurai.

Avete udito qualcosa?
Disegno di Craig Rousseau
© 2005 Beckett Comics/Image Comics – 2006 Italy Comics

“Stiamo infrangendo la legge, ma rispettiamo il codice”

Tutto il bushido è racchiuso in questa frase che Oishi Kuranosuke pronuncia a Kira Kozukenosuke prima di decapitarlo. Nel folclore popolare spesso la legge è usata dai potenti per raggiungere i loro scopi personali mentre il bushido ( ma può essere anche la libertà di pensiero, il senso civico, il rispetto nei confronti altrui ) è ciò a cui l’uomo retto si affida per non perdere la propria strada, per rimanere fedele ai propri ideali. È il tema principale di tutte le tragedie, dalla morte di Socrate alla terribile esperienza di Paul Rusesabagina raccontata in Hotel Rwanda: sfidare l’orrore perché incapaci di accettare l’abuso. È ciò che Oishi fa rifiutando la condanna a morte di suo figlio Piccolo Tuono e sapendo che correndo a salvarlo avrebbe sacrificato gli altri suoi 46 ronin. È proprio in virtù del loro essere uomini retti che, compiuto il loro dovere, questi eroi accettano il seppuku: dopo quanto avevano fatto, non potevano rimanere vivi con onore. La loro vita è sacrificata ma, allo stesso tempo, la loro anima rimane immacolata. Per chi, come Kira Kozukenosuke, vive di sotterfugi meschini per distruggere il prossimo, questo sacrificio è un’orribile e inquietante minaccia nascosta nel buio essendo il gesto talmente plateale da essere da esempio per chi rimane.

Il suo destino attende
Disegno di Craig Rousseau
© 2005 Beckett Comics/Image Comics – 2006 Italy Comics

Chiarezza d’intenti e disegno pulito

Ricalcando l’opera originale e contaminandola con sensibilità occidentali Jeff Amano rende la narrazione fluida, accettabile anche per i nostri canoni, con sequenze cinematografiche efficaci e una scansione della sceneggiatura precisa e, come dovrebbe sempre essere, con un ottima gestione delle tavole. A esempio mai una volta in tutto il volume il cambio di scena spezza la pagina. I dialoghi sono semplici e diretti e mai coprono i gradevoli disegni di Graig Rousseau che è pulito e che per taglio, inquadrature, sequenze è un ibrido tra lo stile di Genndy Tartakovsky e quello del grande Frank Miller.

Un punto cardine della cultura giapponese

Ho fatto fatica ad acquistare Ronin Hood dei 47 Samurai perché il titolo attrae poco, tanto sa di parodia ma superate le prime pagine ho trovato immediatamente lo spirito di questa storia che conoscevo per aver letto La storia dei 47 ronin di George Soulié de Morant.
L’operazione di Amano è meritevole perché affronta il tema dell’onore e dei samurai con l’ottica tipica della tradizione giapponese, un popolo che è sulla bocca di tutti ma che pochi conoscono realmente.

Screenshot originale della pagina UBC contenente la recensione
originale che si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/comics/?11289
© CMCT e UBCfumetti

Pubblicato da Claudio Mauricio Crimi Trigona

Scrittore, blogger e sceneggiatore. https://www.cmct.it https://ovviology.wordpress.com/ https://immaginidanzantiworpress.news.blog/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: