Brutti bricconi!

L’addio di Jenkins a Spider-Man

L’Uomo Ragno 428
L’Uomo Ragno 156 ( Nuova Serie )
Data di pubblicazione: 26 dicembre 2005
Editore: Panini Comics
17 x 26 cm, spillato, colore, 2,5 € – quindicinale
Episodio: The Spectacular Spider-Man Vol. 2 #27 – giugno 2005
Editore Americano: Marvel Comics

The Spectacular Spider-Man Vol. 2 #27
Disegno di Mark Buckingham
© 2005 Marvel Comics

Questa recensione è di Claudio Mauricio Crimi Trigona
ed è stata pubblicata sul sito UBCfumetti
il 17 gennaio 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

“Esci fuori, Paul. Ti stanno acclamando”

Dopo cinque anni Paul Jenkins abbandona Spider-Man e per l’occasione scrive una storia crepuscolare dove lo Zio Ben accompagna Peter Parker nei recessi della memoria in un rimando continuo di situazioni oniriche, ricordi, introspezioni e rievocazioni. L’atmosfera quasi giocosa di alcuni momenti è contrapposta a dialoghi struggenti tra i due, in cui vengono approfondite le vere motivazioni per cui Peter era destinato a diventare l’Uomo Ragno.

Tutta colpa della terza formichina

L’episodio è uno di quelli destinati a rimanere impressi nella mente in quanto propone un aspetto palese ma mai a fondo analizzato della vita dell’Uomo Ragno: Jenkins infatti sviscera il momento preciso in cui la psicologia di Peter Parker si definisce e che farà in modo che l’Uomo Ragno lotti anche quando non sembrano esserci più speranze, sempre pronto a scattare in azione. Jenkins non ci fornisce la classica spiegazione “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” ( anche perché leggendo l’intera saga di Spider-Man e citando il sottovalutato “Kung Fusion” di Stephen Chow si deduce che da grandi poteri derivino soprattutto grandi seccature ), ma sposta l’attenzione sull’intimo senso di abbandono di Peter orfano, condizione né eroica né super, che penetra nel back-ground familiare dei Parker fino ad arrivare alla recita scolastica in cui Peter interpreta il ruolo della Terza Formichina.

Esci fuori, Peter!
Tavola 21
Disegno di Mark Buckingham
© 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

“Io non sono davvero qui, Peter. Stai parlando da solo”

Peter e la lapide. Unico nel suo genere, Spider-Man ha un rapporto particolare con la morte: orfano dei due genitori, in parte responsabile delle morti di suo zio e di Gwen Stacy e lui stesso seppellito vivo da Kraven il cacciatore nel capolavoro di DeMatteis e ZeckL’ultima caccia di Kraven” ( Fearful Symmetry ). Forte di tutte queste storie memorabili Jenkins realizza un dialogo dolce e malinconico tra Peter e lo spirito dello Zio Ben, sullo sfondo di un cimitero innevato.

Peter e la lapide
Tavola 16 Vignetta 1
Disegno di Mark Buckingham
© 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

Lo zio lo esorta a indagare, a frugare tra i ricordi e raddrizza sempre la rotta dicendogli che non è lì con lui, che è solo frutto della sua immaginazione. Sembra tutto un sogno. Ma è realmente così? Alla fine Zia May, sopraggiunta quando ormai Peter è andato via, trova tracce inequivocabili della presenza di qualcun altro oltre il nipote.

Il lavoro di Jenkins, associato a quello di Bendis, riesce tra l’altro a tracciare un percorso caratteriale coerente per il protagonista (il primo su “Spectacular Spider-Man” e il secondo su “New Avengers“) cosa che non è concessa a Wolverine che compare in tre serie diverse con tre ruoli, situazioni e psicologie in netto contrasto tra di loro. Non si può quindi non associare la sensazione che Peter ha in questo episodio di sentirsi solo di fronte a un mondo pieno di oscure minacce all’atteggiamento quasi paterno che Capitan America ha nei suoi confronti in New Avengers. Inoltre Jenkins usa dialoghi asciutti, tipici del trend attuale Marvel, che si sposano perfettamente con i flash-back e i sogni di Peter il tutto coadiuvato dai diversi stili grafici usati da Buckingham per illustrare il racconto.

Sunset

I disegni non potevano che essere all’altezza: traendo spunto dalla sceneggiatura e dai testi, Mark Buckingham ha scelto di ispirarsi a fumetti famosi per disegnare le varie sequenze.

Tutti i miei nemici!
Tavola 10 Vignetta 7
Disegno di Mark Buckingham
© 2005 Marvel Comics /2006 Panini Comics

Si passa così dai i flash-back di Peter bambino nello stile di Watterson in Calvin & Hobbes,

Brutti bricconi!
Tavola 6 Vignetta 1
Disegno di Mark Buckingham
© 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

a quello di Simonson per gli incubi e a quello di Eisner per il bellissimo sogno finale, usando il proprio stile per illustrare tutti i dialoghi con lo zio al cimitero.
Un autentico gioiellino grafico, racchiuso nella splendida cover originale in cui l’Uomo Ragno è lanciato verso il tramonto.

Tutto veramente di grande effetto.

“Brutti bricconi!”

La costruzione dell’episodio è gestita con cura e servita con grande umiltà. Non c’è che dire: Jenkins e Buckingham, scegliendo accuratamente quali corde emotive pizzicare, si rivelano dei veri bricconi della narrazione. Recentemente la Marvel sta facendo considerevoli sforzi per migliorare testi, disegni e “continuity”: passato il periodo dei deliri alla Shooter/DeFalco e degli incubi anatomici alla Liefeld, la Casa delle Idee è intenzionata a confezionare nuovamente prodotti gradevoli e lasciando carta bianca a Jenkins e Buckingham ha fatto di nuovo centro.

Screenshot originale della pagina UBC contenente l’articolo
L’articolo originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/comics/?9721
© CMCT e UBCfumetti

Pubblicato da Claudio Mauricio Crimi Trigona

Scrittore, blogger e sceneggiatore. https://www.cmct.it https://ovviology.wordpress.com/ https://immaginidanzantiworpress.news.blog/

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