Sesso, bugie e virus letali

Collezione 100% Marvel: Punisher Max 4

Punisher Max 13/18 di Ennis & Braithwaite – Gennaio/Maggio 2005
Panini Comics – Marzo 2006 – 17 x 26 cm, brossurato, colore, 10 €

Questa recensione è di Claudio Mauricio Crimi Trigona
ed è stata pubblicata sul sito UBCfumetti
il 3 maggio 2006

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Copertina di
100% Marvel Max 18
Punisher, vol 4: Madre Russia
Disegno di Doug Braithwaite
© Marvel Comics 2005 / Panini Comics 2006

Castle & Fury

Nuova storia per Frank Castle/The Punisher, coinvolto in una missione di puro spionaggio nel cuore della Siberia in cui il senso di deja-vu e l’ultra-violenza la fanno da padroni. Alle sue spalle Nick Fury, iracondo e arrapato come mai lo si era visto, una sorte di Punitore Due.
Al contrario lo stile di scrittura è riconoscibile tra mille: quello di Garth Ennis.
Questa volta però c’è qualcosa di diverso: l’autore di Hellblazer, The Preacher e Hitman ci aveva abituato a messaggi linguisticamente e visivamente spietati che erano solo uno specchietto per allodole sotto cui si celava un messaggio ben preciso, sempre positivo. Questa volta, come per il recente Thor: Vikings, non è così.

Qualunque cosa pur di portare a termine un lavoro

Nick Fury, pur di ritornare al comando dello S.H.I.E.L.D., accetta di gestire una missione per un gruppo di generali della Marina USA, in cui un virus letale deve essere prelevato da una base missilistica nucleare russa nel cuore della Siberia. A questo scopo convoca Frank Castle, il Punitore. Frank accetta l’incarico in cambio di informazioni governative in possesso dello SHIELD su criminali più o meno importanti. A complicare le cose ci pensa lo scienziato creatore del virus che, prima di morire e non sapendo dove nasconderlo, lo inietta alla figlia di circa sei anni assieme al relativo antidoto. Come se ciò non bastasse i militari che hanno organizzato l’operazione non sono stati proprio cristallini con Fury sulle modalità da seguire per portare a termine l’intera missione. Avendo solo 48 ore a disposizione prima che l’antidoto distrugga completamente il virus, il Punitore, aiutato dall’ambiguo Capitano Martin Vanheim, penetra nella base in cui è tenuta prigioniera la bambina e lì si scatena il caos: le cose non vanno come dovrebbero e Frank Castle si trova di fronte ad un quesito molto semplice: cosa può fare un pazzo come lui, affiancato da un agente della Delta Force esperto in sistemi di sicurezza, in trappola e con a disposizione trenta missili nucleari balistici nel cuore della Santa Madre Russia?

Disegno di Doug Braithwaite per la cover di Punisher vol 7 n. 13,
© Marvel Comics – Gennaio 2005

Come ammazzare un centinaio di soldati
senza tanti perchè

Garth Ennis scrive da sempre storie violente ma in questi episodi di Punisher versione Max ( etichetta Marvel che produce fumetti Parental Advisory Explicit Content, non adatto a un pubblico infantile ) si lascia andare: sangue, corpi smembrati, viscere, materia grigia e arti piovono letteralmente in un tripudio di carne triturata. Frank spara indiscriminatamente portando avanti un’autentica mattanza le cui frattaglie cadono sul pavimento ammucchiandosi in un’orrenda poltiglia rossastra. Inutili i tentativi di umanizzare un personaggio talmente brutale con le attenzioni da lui manifestate nei confronti della bambina: grazie a Ennis, Frank diventa un pazzo sadico che per portare a termine la sua missione non si pone alcuna remora nell’uccidere centinaia di persone con armi dalla potenza di fuoco impressionanti e dalle riserve di munizioni inesauribili..
Viene quindi il dubbio che forse l’autore abbia voluto semplicemente riportarlo a una sua precedente peculiarità: punire tutti i colpevoli di qualsiasi reato, dallo spaccio di droga al passaggio in macchina con il rosso del semaforo. Perché francamente la funzione dell’ostentazione di tutti quei corpi seviziati, di tutte parti anatomiche che esplodono e altre orrende mutilazioni sfugge. Eppure, forse, il messaggio di Ennis vuole essere un altro tanto nascosto da essere evidentissimo.

Punisher (Max) 15 Tavola 17 Vignetta 1
Disegno di Dougie Braithwaite
© 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics

Forse Ennis ci vuole dire che gli USA, soprattutto nel gestire la loro politica estera, sono questo: uno dei compiti del Governo Americano è infatti quello di tutelare il proprio popolo dalla consapevolezza che le questioni politiche non solo sa risolverle in questo modo ma le VUOLE risolvere in questo modo: i patrii confini statunitensi esistono solo per tenere fuori tutta quella violenza e fuori, nel resto del mondo, tutto viene gestito con questo modus oscenamente barbarico e disumano, affinché il Mondo tema la sua ferocia affiancata da una tecnologia bellica spaventosa.

“Guarda!”

Il segno di Braithwaite è sporco tanto a somigliare a quello di Zaffino, autore che, assieme a Klaus Janson, contribuì a rappresentare la cupezza di The Punisher e di Batman nei primi anni novanta, disegnando storie scritte da autori in grado di non tradirne lo spirito originale, come invece succede in questa storia. Le pagine orlate di nero sono adeguate all’atmosfera di un disegno che non lascia spazio alla fantasia e che ben rappresenta l’Inferno in Terra Russa che si scatena dalla metà del volume in poi.

Punisher (Max) 16 Tavola 4 Vignetta 4
Disegno di Dougie Braithwaite
© 2005 Marvel Comics / 2006 PaninI Comics

Dalla Russia con malsano disprezzo

Parecchie sono le considerazioni da fare su questo volume che, al contrario di altri 100%, contiene una storia che non poteva essere altrove collocabile. Storia che colpisce più per l’inutilità che per la spietatezza. Perchè se è vero che manca assolutamente un messaggio di fondo positivo ce n’è più di uno negativo. Quello che più rispecchia i tempi che sono è che un uomo entra in una nazione diversa dalla sua nel più assoluto segreto, squarta, uccide, crivella e ruba, per poi tornare indisturbato indietro. Il fatto che i russi in questa storia siano senza scrupoli non giustifica tale gesto arrogante. Il secondo è la violenza di cui sopra, troppo esplicata per essere semplicemente un voler essere a tutti i costi un prodotto MAX. Terzo, c’è un machismo compiaciuto che non si riesce più a confondere con l’antimilitarismo a cui Ennis ci ha abituati: Fury che prende a cinghiate il Colonnello responsabile dell’attentato dei falsi terroristi islamici, costato la vita di un centinaio di turisti americani; Frank che intimorisce un gruppo di soldati americani con la sua sola determinazione; il terribile Nikolai Alexandrovich Zackharov che definisce Castle non un americano ma un russo nato là per errore, tale è la sua determinazione nel portare a termine quanta più distruzione possibile; e il finale in cui Ennis fa fuggire Frank nascosto in un missile nucleare. Sono tutte trovate che un tempo venivano liquidate con un’unica parola: americanate. Ma ciò che non balza all’occhio ( cosa molto più preoccupante ) è che il volume è venduto in libreria senza alcun avvertimento in copertina: in Italia qualsiasi ragazzino può procurarselo per 10 euro. Nessuna meraviglia: in Italia si possono pubblicare storie di questo tipo per il circuito librario senza che generi scalpore alcuno, ma appena si compra un fumetto il cui protagonista è un bambino con il pisellino di fuori ( Dragon Ball ) immediatamente qualche politicastro ignorante fa la solita demagogia da strapazzo urlando alla pedofilia.
Viviamo proprio in una nazione bizzarra.

Screenshot originale della pagina UBC contenente la recensione
originale che si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/comics/?11127
© CMCT e UBCfumetti

Pubblicato da Claudio Mauricio Crimi Trigona

Scrittore, blogger e sceneggiatore. https://www.cmct.it https://ovviology.wordpress.com/ https://immaginidanzantiworpress.news.blog/

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