Il fratello brutto di “New Avengers: Breakout!”
Questa recensione fa parte di Avengers Project
Avengers Project è stato ideato e proposto dall’autore a uBCfumetti alla fine del 2005 e doveva comporsi di schede enciclopediche dedicate al gruppo di eroi Marvel
Questa recensione è di Claudio Mauricio Crimi Trigona
ed è stata pubblicata sul sito UBCfumetti
il 22 febbraio 2006
La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Disegno di Mike Deodato Jr.
(c) 2005 Panini Comics
Uomo Ragno da 426 a 428 – Novembre/Dicembre 2005
contenenti la miniserie Spider-Man: Breakout! cinque numeri da giugno a ottobre 2005 di Bedard & Garcia/Fernandez
Panini Comics – 17 x 26 cm, spillato, colore, 2,5 € – quindicinale
Perché?
Ci si chiede perché la Marvel Comics debba a volte perdere colpi con prodotti scarsi come “Spider-Man: Breakout!“, miniserie di cinque numeri nata con l’evidente intento di introdurre i lettori di Spidey al mondo dei Nuovi Vendicatori. Era necessario scrivere questa storia? “Breakout!” in New Avengers non era già sufficiente?
Perché un bell’avvenimento editoriale deve essere penalizzato da un prodotto tanto insignificante? Questo avviene quando si decide di sfruttare un personaggio famoso per mere questioni di lucro! E chi si scomoda per un’operazione di questo tipo? Bendis? Jenkins? Stracinski? Ovviamente no!
Piccola ricetta
Ingredienti:
un personaggio famoso;
almeno quattro supercriminali spietati, meglio se si abbonda;
due o tre situazioni disperate;
cinque o più ostaggi freschi;
una dozzina di battute insipide;
una scontatissima quanto improbabile ( ma dovuta ) vittoria finale del protagonista;
un commento con retorica e morale finale;
qualche altro super-eroe di un evento editoriale importante.
Preparazione:
Prendi il personaggio famoso, fallo scontrare con i supercriminali mentre gli fai dire la dozzina di battute insipide. Fallo soccombre almeno due o tre volte utilizzando le situazioni disperate mischiate agli ostaggi. Prendi l’improvvisa quanto improbabile ( ma dovuta ) vittoria finale e shakeri con il commento con retorica e/o morale qualche altro super-eroe di un evento editoriale importante. Portalo all’editore che lo pubblicherà con gran chiasso di fanfara.
Durata del tempo perso a leggere l’intera storia:
quindici minuti a prescindere dalla lunghezza della vicenda.

Disegno di Manuel Garcia e Paul Fernandez
da Spider-Man: Beakout #1
Tavole 7 e 8
© 2005 Marvel Comics / Panini Comics
Questa è la ricetta che di solito un autore di fumetti di super-eroi utilizza quando non ha niente da raccontare ma lo deve fare per soddisfare gli avidi interessi degli editori. Tony Bedard, già scrittore di Route 666 e Kiss Kiss Bang Bang della Crossgen e già titolare di Exile e Rogue per la Casa delle Idee, la utilizza senza pietà ( e Lupoi, ugualmente impietoso, la propone su L’Uomo Ragno ) per raccontare una storia piatta, inutile e con personaggi privi del loro consueto spessore psicologico.
Quindici morti? Ops!
Personaggi, dicevo, presentati con una banalità disarmante. L’Uomo Ragno, Capitan America e Iron Man sono solo sagome di cartone a cui è imposto di recitare un ruolo che non compete loro, sparando frasi zeppe di luoghi comuni. I malvagi sono stereotipati, scontati, al limite del grottesco. Un esempio: Crossfire guida un autobus scolastico per sequestrare alcuni bambini indossando uno sgargiantissimo costume rosso e bianco che nessuno nota. Geniale!

disegno di Manuel Garcia e Paul Fernandez
da Spider-Man: Breakout! #4
Tavola 13 Vignetta 5
© 2005 Marvel Comics / Panini Comics“
La stessa Roz Backus, l’ex guardia carceraria che è origine di tanto caos, sembra ebete. Addirittura quando scopre che quindici persone hanno perso la vita a causa del suo silenzio ammette che forse avrebbe potuto confessare prima.
Che sbadata!

disegno di Manuel Garcia e Paul Fernandez
da Spider-Man: Breakout! #5
Tavola 22 Vignetta 6
© 2005 Marvel Comics / Panini Comics
Il rovescio della medaglia
Meno male che i disegni di Garcia sono buoni, le anatomie azzeccate e le caratterizzazioni grafiche dei personaggi fedeli e costruite in modo da non confonderli gli uni con gli altri. Il disegnatore infonde il dinamismo necessario nelle sequenze d’azione salvando la miniserie almeno sotto questo aspetto.
Soldi sprecati
Come detto prima “Spider-Man: Breakout!” è una storia inutile. Non porta nulla di nuovo, non sviscera nessun aspetto delle personalità dei protagonisti, è sceneggiata in modo anonimo ed è scontata al punto da risultare noiosa. La Panini Comics ha presentato la miniserie nell’arco di tre numeri de “L’Uomo Ragno” per un costo complessivo di €7,5 ( negli Stati Uniti il volume che raccoglie la miniserie costa quasi quindici dollari ), soldi che, se non fosse per lo splendido episodio di Jenkins sul numero 428 e per le storie brevi tratte da “Spider-Man Unlimited n. 6” nel numero 426 sarebbero stati letteralmente buttati via.

L’articolo originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/comics/?9756
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