Oltre le pareti di un negozio di libri si nascondono segreti incredibili
Questa recensione è di Claudio Mauricio Crimi Trigona
ed è stata pubblicata sul sito UBCfumetti
il 2 aprile 2006
La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore
Collana Thriller 10: Desdy Metus L’insonne 5 – Libri di sangue
di Di Bernardo/Matteuzzi & Scacchia/Statella/Borgioli
Copertina di Giuseppe Palumbo
Febbraio 2006
Free Books – 16 x 21 cm, brossurato, B/N, 2,40 € – bimestrale

Disegno di Giuseppe Palumbo
© 2006 Free Books
La trama, di per sè, sembra semplice: Desdy si imbatte in un anziano amante di libri, un narratore anacronistico dai molti segreti. È custode di un luogo magico in cui pochissimi possono accedere e dove trovano rifugio i libri dimenticati dall’alba dei tempi a oggi. Ma la Loggia Nera riemerge dal passato del padre di Desdy e travolge tutto con la propria violenza finalizzata al raggiungimento del potere e al mantenimento dei propri segreti.

Desdy Metus n. 5 Tavola 1 Vignetta 2
© 2006 Free Books
Per questo una sera telefona amareggiato a Radio Strega e così entra nella vita di Desdemona. Ma la libreria di Loris nasconde segreti incredibili tra cui l’accesso alla immensa “Necropoli dei libri perduti”, una biblioteca sconfinata in cui sono raccolti tutti i libri dimenticati e tutti i libri che “potrebbero essere scritti”. Ma quando la libreria viene data alle fiamme dagli sgherri di uno stilista senza scrupoli ciò che emerge dalle macerie è il misterioso cadavere di una donna uccisa moltissimi anni prima. A complicare le cose provvede Cronide, sempre affiancata da Hans, che ordisce un piano per eliminare Isaia Metus coinvolgendo proprio il figlio di Loris che vive in un convento, afflitto da gravi turbe psichiche.

Desdy metus 5 Tavola 55 Vignetta 5
© 2006 Free Books
Il tema delle biblioteche fantastiche è da sempre sfruttato in letteratura. Da Borges (eccezionale immaginifico scrittore argentino) in avanti abbiamo più volte sognato di città e luoghi utopistici. In questo caso, nonostante il fascino che tali luoghi hanno sempre avuto sul lettore, la presenza della “necropoli dei libri perduti” è quasi un contorno, relegata com’è sullo sfondo dell’intreccio narrativo. La sceneggiatura scorre abbastanza bene, sviscerando altri misteri relativi a Cronide, a Isaia Metus, a Hans, alla Tetrabank e alla Loggia Nera e aggiungendone altri (ma che avrà mai detto Isaia a Cronide per sconvolgerla così tanto?), ampliando così il background della serie, infittendone l’imbastitura e rendendola tutt’altro che banale.
Una trama complessissima ma ben gestita da Giuseppe Di Bernardo e Francesco Matteuzzi.
Note dolenti
Le note dell’albo invece sono la vera nota dolente. I disegnatori sono tre e si alternano in una sequenza troppo altalentante per qualità. Alessandro Scacchia, purtroppo, non ha un tratto “tra Moebius, Nizzoli e Bacilieri” ( come citano le note in seconda copertina ) ma ha i tratti di Moebius, Nizzoli e Bacilieri afflitti da grave e dolorosa confusione. Questa mania dei redazionali di incensare aldilà di ogni buon senso chiunque si stia pubblicando ha raggiunto proporzioni mastodontiche: questo non è saper “vendere un prodotto”, questo non avere ritegno. Senza contare che si mette in seria difficoltà l’oggetto del “complimento”, in questo caso il povero Scacchia: paragonare un disegnatore non certo eccellente come lui a vuol dire non essere critici perché si dimentica volutamente che i vari Moebius & C. non sono fatti di solo talento, ma anche di tanta applicazione. Tanti sforzi si traducono in esperienze, esperienza di anni di pubblicazioni. Quindi perchè fare paragoni improponibili per qualunque disegnatore alle prime esperienze?

Desdy Metus 5 Tavola 84 Vignetta 1
© 2006 Free Books
Ma torniamo al lavoro di Scacchia e Statella. Perchè oltre a essere un’accozzaglia di stili veramente sgradevole bisogna anche fare i conti con una composizione delle vignette piuttosto puerile, priva com’è di prospettive e proporzioni. Tuttavia è possibile che questa mancanza di fluidità e godibilità sia dovuta solo alla fusione di stili tanto diversi: difatti, a parte le prime trentotto tavole ( interamente disegnate da Scacchia ), le successive ( escluso il flashback ) sono state inchiostrate da Scacchia sulle matite di Daniele Statella, che ha dovuto cercare di amalgamare il proprio stile a quello di un altro disegnatore. Fortunatamente ci sono i flash-back di Andrea Borgioli che sollevano un po’ le sorti dell’albo, con un segno graffiante, abbozzato ma intenso.
Concludendo
Tre i libri a cui si è ispirato Di Bernardo per questa storia e tutti e tre hanno per protagoniti i libri: L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafòn, La biblioteca di Babele del già citato Jorge Luis Borges e Il libraio di Selinunte di Roberto Vecchioni. Inoltre il titolo è ispirato più dall’omonima canzone di Frankie HI-NRG MC che da Clive Barker (come si poteva erroneamente credere leggendo il titolo dell’episodio e a cui sicuramente il simpatico cantante si è ispirato).
Libri di sangue in effetti è un titolo d’effetto più che un riferimento di quanto narrato nel racconto. Infatti in questo caso i libri sono più testimoni muti di un dramma che parte di sottecchi e si trasforma in una ragnatela morbosa di segreti e verità terribili, alcune delle quali non vengono rivelate al lettore e sono difficilmente intuibili. La fitta matassa si lega ad altri drammi ancora più morbosi. Storia veramente gradevole. Però Di Bernardo può osare di più, come ci ha dimostrato in alcuni dei numeri precedenti.
Una brutta notizia: quella del numero cinque è l’ultima copertina disegnata dal grande Giuseppe Palumbo. Nonostante questo, sbirciando la quarta di copertina, si può intravedere che le cose saranno comunque piacevoli.

originale che si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/desdymetus/?11046
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