Non c’è pace tra i ghiacciai
Questa recensione è di Claudio Mauricio Crimi Trigona
ed è stata pubblicata sul sito UBCfumetti
il 24 febbraio 2006
La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore
Ultimates 19 – Febbraio 2006
Ultimates Vol. 2 #5 di Millar & Hitch – Giugno 2005
Panini Comics – 17 x 26 cm, spillato, colore, 2,5 € – bimestrale

Disegno di Brian Hitch
(c) 2006 Panini Comics
La Passione di Millar
Mark Millar percuote ancora l’universo Ultimate e lo fa duramente. È una stilettata allo stomaco questo scontro tra Thor e gli Ultimates guidati da un Capitan America duro come il diamante, inflessibile e disposto a tutto pur di rispettare gli ordini datigli dallo SHIELD. Millar utilizza il solito stile della new wave di autori inglesi per narrarci una storia che si svolge con ritmo frenetico e che non fa prendere fiato al lettore celando in più livelli di lettura più di quanto non appaia in superficie.
Molto di più.
PRIMO LIVELLO: la storia (Millar scrittore)
Dopo il plauso da parte dell’opinione pubblica per aver sconfitto Hulk e gli alieni Chitauri, l’ombra del caos scende sugli Ultimates. La fuga di notizie sulla vera identità di gigante verde e la conseguente sentenza di morte per Banner, salvatosi in extremis grazie al sotterfugio del Dottor Pym, sono il prologo della nuova crisi: Thor si allontana definitivamente dal modus operandi dei suoi compagni di squadra, intervenendo addirittura in favore di un gruppo di manifestanti a Roma e attaccando le forze dell’ordine che si accingevano a caricarli (Ultimates Vol. 2 n. 4 – Marvel Comics, su Ultimates 18 – Panini Comics). Tutto ciò contribuisce a creare gruppi di suoi proseliti in tutto il mondo. Questi fatti e alcune rivelazioni sulla presunta reale identità del dio del tuono date dal gruppo che gestisce i superumani europei fanno precipitare gli eventi.
Lo scontro frontale tra superumani euro-americani e Thor è inevitabile quanto scioccante per violenza e colpi bassi.

Disegno di Brian Hitch
Ultimates Vol. 2 #5 Tavola 2
© 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics
Ma non c’è solo questo: qualcosa di sinistro serpeggia su tutta la serie. Può essere che Loki, il fratellastro malvagio di Thor e dio dell’inganno, abbia manipolato la realtà al punto da far cadere in disgrazia il dio del tuono e, quindi, gli Ultimates?
Mark Millar gioca fino in fondo instillando il dubbio nel lettore. L’aria malsana che si respira fin dai primi episodi di Ultimates prende definitivamente corpo, come se lo SHIELD, il cui inquietante complesso architettonico chiamato Triskelion è l’emblema, inquinasse l’essenza del gruppo. La differenza tra gli Ultimates e gli Avengers dell’Universo Marvel classico sta proprio qui: mentre il gruppo ispiratore si è sempre battuto per il bene comune, gli Ultimates, comandati dal ferreo Steve Rogers che obbedisce ciecamente a Nick Fury, trascina i suoi compagni in un delirio di violenza. Differenza che trova conferma nella diversa definizione:
Millar li chiama “superumani“, non “supereroi“.
SECONDO LIVELLO: PADRE! (Millar mistico)
Thor è veramente il potente Dio del Tuono della mitologia norrena o è uno psicopatico con armi molto sofisticate e potenti? Per il lettore non importante: anche se non è figlio del nobile Odino ha comunque un atteggiamento compassionevole, clemente con i più deboli. Per tutta la vicenda inoltre cerca il dialogo e la soluzione pacifica con gli ex-compagni di squadra. Persino quando la battaglia è all’apice mostra benevolenza verso chi cerca in tutti i modi di renderlo inoffensivo.

Disegni di Brian Hitch
Ultimates Vol. 2 #5 Tavola 9
© 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics
Le parole sono strazianti e il tradimento si palesa nel violentissimo scontro: i colpi bassi degli Ultimates si sprecano e il dio nordico viene attaccato senza tregua, sia dentro (Wasp cerca di procurargli un blocco cerebrale entrandogli in bocca) che fuori. È un massacro. È a questo livello che sorge la consapevolezza precisa che gli Ultimates non si muovono nel modo canonico ed emerge il nuovo livello di lettura. Il primo piano di Thor che invoca “PADRE!” tra lacrime, pioggia e fulmini, e il titolo dell’albo sono due riferimenti fin troppo chiari a un più noto messia, vittima volontaria del tradimento di chi ama affinché il suo fato si compia.

Disegni di Brian Hitch
Ultimates Vol. 2 #5 Tavola 16
© 2005 Marvel Comics / 2006 Panini Comics
TERZO LIVELLO: il potere è violenza (Millar politico)
Siamo al nocciolo della questione. Il senso dell’opera di Millar è tutto racchiuso qui, in questi due episodi degli Ultimates ( Ultimates Vol. 2 n. 4 e 5 ).
Nel fumetto supereroistico classico il protagonista usa il potere per il bene comune e il malvagio lo sfrutta per interessi personali. Aggiungendo gli interessi geopolitici ed economici e i poteri occulti, Millar stravolge la struttura classica della narrazione supereroistica e proietta i suoi personaggi in un mondo più realistico, meno utopistico e perciò molto più sgradevole. Se questo “messia” viene attaccato è anzitutto per una questione di potere, dove per potere non si intende quello manifestato dai superumani ma quello che si esercita sulla gente, su ogni singolo individuo, con la forza della persuasione. Thor percepisce chiaramente quello che succede e proprio per questa sua percezione “alterata” interviene a favore dei manifestanti diventando un “problema” per lo status quo e rendendo inevitabile lo scontro con chi del potere è un lacché.
Con passione
È un racconto denso di simbolismi sia nei dialoghi che nelle scelte iconografiche. Il disegno curato, il ritmo serrato, le allusioni nei dialoghi, la violenza esplicita e implicita de “La passione” fanno di questo episodio una delle vette massime di tutta la produzione Marvel, collocando la serie parecchie spanne sopra i vari Ultimate ( Spider-Man, X-Men, Fantastic Four ) e tutta la produzione fumettistica statunitense. Non c’è dubbio: Millar e Hitch amano il loro lavoro.
Di questo non li ringrazierò mai abbastanza.

L’articolo originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/comics/?9774
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