Lacrime di coccodrillo per Napoleone

Verso Pollok

Questa articolo è stato scritto da
Claudio Mauricio Crimi Trigona
per il sito UBCfumetti
ed è stato pubblicato il 15 aprile 2007

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Una scommessa anomala

Si può tranquillamente affermare che Napoleone è la più bizzarra e anomala scommessa fatta da Sergio Bonelli in quel periodo di gran fermento che fu la fine del XX° secolo e che vede la nascita di Gea, Magico Vento, Dampyr, Julia e Brendon.
Tutti personaggi che, in un modo o nell’altro, stanno ancora lasciando il segno perché vivi, dotati di spessori psicologici ben delineati, evoluzioni naturali di Martin Mystère e Dylan Dog discostandosi quindi dai cliché degli eroi senza macchia e senza paura. Napoleone si distacca ulteriormente dal gruppo, immerso com’è in un’atmosfera onirica e fantasiosa, dove l’amore per la spiritualità si fonde alla sensibilità estetica di una generazione particolare di autori, quelli cresciuti nella fondamentale rivoluzione culturale che ha interessato il fumetto italiano negli anni settanta. Questa e i riferimenti a Jung e alla sua concezione dei sogni, all’astrattismo pittorico, alla mistica delle culture orientali, il tutto mischiato ai generi letterari noir e gialli sono state le basi su cui Ambrosini ha costruito il mondo di Napoleone Di Carlo. E non solo.

Napoleone e i suoi prodotti psichici
da Napoleone n. 2 Tavola 94 Vigneta 3
Novemre 1997
disegni di Pasquale Del Vecchio
© Sergio Bonelli Editore

All’ombra del fumetto d’autore

Carlo Ambrosini è un autore cresciuto artisticamente in un periodo in cui sperimentare era d’obbligo. Le sue prime esperienze d’autore completo vedono la luce in quel che si può definire il crepuscolo del fumetto d’autore, in cui i punti di riferimento erano autori del calibro di Guido Buzzelli, Sergio Toppi, Guido Crepax e Dino Battaglia.
Basti pensare a Nico Macchia, il mercenario interamente creato e sviluppato da Ambrosini a metà degli anni ottanta le cui avventure sono ambientate in medioevo inquietante, dove esorcismi e esseri fantastici si mescolano a un’ambientazione storica dettagliata ( su La rocca del Diavolo, pubblicata su Orient Express 18 e La città delle ombre pubblicata su Orient Express 25, 26, 27 e 29 ) e a una miriade di tributi all’iconografia anni settanta del XX° secolo. Quindi non le citazioni compulsive a cui certi fumetti ci hanno abituati ( Nathan Never su tutti ) ma veri e propri rimandi a capolavori del cinema, della letteratura, dell’arte pittorica e, ovviamente, del Fumetto d’Autore, a volte appena suggeriti tanto da risultare impercettibili.

Signore, il caffé…
da Napoleone n. 30 Tavola 69
Luglio 2002
disegni di Gianmarco Nizzoli
© Sergio Bonelli Editore30

Molto si respira di questo stile ed è con queste peculiarità che il lettore di Napoleone si deve confrontare. Questi molteplici livelli iconografici permettono a chi li sa cogliere di trovare punti cardinali comuni in cui l’eventuale cultore di quel fumetto autoriale ormai quasi del tutto scomparso nel nostro paese, può riconoscersi senza togliere il divertimento al neofita o a colui che in un fumetto cerca solo un momento di relax.

Nonostante questa peculiarità la collana risente a volte dei limiti della serialità e della cadenza periodica, con il risultato di un prodotto non sempre all’altezza. Siamo comunque lontani dalla tranquilla piattezza qualitativa a cui eravamo abituati con Nick Raider, dove la serie procedeva senza picchi, in un senso o nell’altro, dando vita a un prodotto onesto e utile al rilassamento, un autentico pop-corn comic, con personaggi non particolarmente curati e, soprattutto, a un abuso di mix di genere, quello stesso abuso di cui siamo inondati alla televisione e al cinema.

Un progetto lievitato nella discontinuity

Nata come miniserie di otto numeri, si dimostra immediatamente distaccata dai canoni bonelliani e si ritaglia una fetta di pubblico di nicchia, seguaci entusiasti di storie gialle e noir con incursioni nell’ humor grottesco di matrice cinematografica

Lucrezia, Caliendo e Scintillone
da Napoleone n. 39 Tavola 16 Vigneta 1
Gennaio 2004
disegni di Paolo Bacilieri
© Sergio Bonelli Editore

Gli affanni di Lucrezia, Caliendo e Scintillone, i tre prodotti psichici, come Napoleone li chiama, tre spiriti guida che si confrontano quotidianamente con i patetici personaggi mistici del loro oltremondo e con la loro burocrazia tutta terrena, capace di rendere il loro universo alternativo una regione sì ai confini della realtà, ma afflitta dagli stessi luoghi comuni del nostro mondo. Una serie gestita con entusiasmo da Ambrosini dove si realizzano storie per lo più gradevoli, con punte di ironica acidità e spruzzate di genialità pura. Il contesto particolare in cui Napoleone si muove e la cura con cui il protagonista e i suoi tre prodotti psichici sono sviluppati sono state al tempo stesso pregio e croce della collana perché, viste le brillanti idee, l’unica cosa che si poteva sperare di non vedere era la mancanza di fluidità tra i vari episodi. Questa discontinuità pesa parecchio sulla qualità complessiva della serie e il tentativo di Ambrosini di ovviare a questa mancanza inserendo a più riprese la figura del malvagio Cardinale a poco può contro questo saliscendi qualitativo generale. Ciononostante le avventure di Napoleone si rivelano sempre un prodotto molto al di sopra della media, complici anche gli interventi di un team agguerrito di collaboratori tra cui spicca Paolo Bacilieri che, con il suo stile decisamente naif, ha regalato autentiche perle non solo nell’ambito della serie ma nell’intero panorama bonelliano tanto da meritarsi alcuni premi quale, a esempio, il Premio Fumo di China come miglior autore completo.

I due finali

Ed è proprio grazie alla presenza di un autore particolare come Bacilieri che si può assistere alla chiusura in modo peculiare della collana perché se da una parte è stato inevitabile e giusto scegliere per il numero di chiusura il n.54 Al di là delle stelle, storia interamente scritta e disegnata da Ambrosini e dai toni forse troppo apocalittici, dall’altra balza all’occhio il n.53 Crash che risulta essere più inquietante ma più vicino all’atmosfera tipica degli episodi precedenti.

Copertine di
Napoleone
n. 53 e n. 54
Maggio e luglio 2006
Disegni di Carlo Ambrosini
© Sergio Bonelli Editore

È in ogni caso lodevole la soluzione della chiusura prima che il prodotto scadesse in una sequenza di episodi scialbi, tirati via e senza alcuna attrattiva se non per i soliti fans sfegatati che, pur di continuare a leggere avventure del proprio personaggio preferito, sono disposti a leggere per decenni sempre le stesse storie mal rielaborate. Che gli amanti del fumetto d’autore non si disperino perché una nuova creatura di Ambrosini spunta all’orizzonte. Il suo nome è Pollok ( poi divenuto Jan Dix. NDA ) ed è il progetto con cui Ambrosini & Co. intendono sostituire Napoleone.

E, anche se nell’ultimo numero di Napoleone questo nome risuona come una sorta di profezia ( anche se si parla non del nuovo personaggio Bonelli ma del grandissimo Paul Jackson Pollock, pittore statunitense, famoso per la sua tecnica particolare chiamata Dripping ) la brevissima anteprima nella quarta di copertina di Napoleone 54 lascia ben sperare. Napoleone è morto.

Lunga (il giusto) vita a Pollok!

Screenshot della pagina web di UBC contenente l’articolo
L’articolo originale si trova al link
https://www.ubcfumetti.com/napoleone/?11978
© CMCT e UBCfumetti

Pubblicato da Claudio Mauricio Crimi Trigona

Scrittore, blogger e sceneggiatore. https://www.cmct.it https://ovviology.wordpress.com/ https://immaginidanzantiworpress.news.blog/

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