Dampyr cerca lo Special…e morì di noia!

Un parco tematico sui vampiri. Lo scontro tra Draka e Vlatna. Con l’apparizione fugace di Dracula. E di tanti altri.

Dampyr Speciale 1
Sergio Bonelli Editore, annuale, brossurato, in bianco e nero, € 4,50
Data di pubblicazione
22 ottobre 2005

Dampyr Speciale 1
Disegno di Enea Riboldi
© Sergio Bonelli Editore

Questa recensione è di Claudio Mauricio Crimi Trigona ed è stata pubblicata sul sito UBCfumetti il 9 Dicembre 2005

È la prima collaborazione di CMCT con UBC

La seguente versione è riveduta e corretta dall’autore

Dracula uccide ancora
Disegno di Stefano Andreucci
Tavola 8 Vignetta 4
© Sergio Bonelli Editore

Un gruppo di imprenditori intende “riciclare” Castel Vlatna, già scenario dell’episodio n.20 Il Castello nei Carpazi, per creare un parco a tema vampiresco. Ma l’intero gruppo viene soppiantato da un gruppo di vampiri assetati come si conviene. Infatti, durante una visita dimostrativa, i succhiasangue cercano di fare scempio degli ospiti tra i quali si nascondono Harlan, Tesla e Kurjak che, con l’aiuto di Draka (e di un manipolo di ambientalisti), intervengono e sventano il progetto e riescendo a distruggere non solo il castello ma anche Vlatna che nei sotterranei di esso era imprigionato.

Tesla e la donna-gatto
Disegno di Stefano Andreucci
Tavola 132 Vignetta 1
© Sergio Bonelli Editore

Un’occasione ghiotta

Anche se il presupposto è ottimo a spiazzare, oltre a un senso di ‘già visto‘, è l’impressione di essere a un pelo dal leggere una storia memorabile senza, purtroppo, poterlo fare. Mauro Boselli utilizza le prime settantacinque pagine per la preparazione della storia, dilungandosi troppo in situazioni che si sarebbero potute risolvere in minor spazio ( a esempio: il ritorno di Harlan & co. in Transilvania che si dipana per sei verbosissime pagine in cui tutti parlano e parlano e parlano come nelle peggiori storie del Buon Vecchio Zio Martin o l’incontro tra i tre e l’ambientalista Mirela sviluppato su sette tavole, decisamente troppe.

I vampiri sono addirittura di nove tipologie ispirati a quelli di varie tradizioni di tutto il mondo, senza contare la Contessa Erzsébet Báthory, una sadica creatura ispirata a un personaggio realmente vissuto tra il 1500 e il 1600. Troppa carne sul fuoco: l’utilizzo di alcuni di essi è infatti inutile. Al tempo stesso un personaggio come Dracula, nonostante il carisma, è relegato a vampiro-comparsa al limite della macchietta e liquidato da un gruppo di licantropi. Fortunatamente l’autore, entrando nel vivo della storia e confermandosi un ottimo sceneggiatore di sequenze d’azione, ci propone una scorribanda di scontri e battaglie sviluppate in modo continuato nell’arco delle altre pagine, salvando così una storia destinata fino a quel punto a essere una delle peggiori pubblicate a causa di lungaggini narrative, che soffriva per via della scontatezza dei dialoghi e di alcune incongruenze: su tutte troneggia un Draka che nonostante la notoria strapotenza necessita di suo figlio Harlan per distruggere Vlatna.

Padre e figlio
Disegno di Stefano Andreucci
Tavola 172 Vignetta 2
© Sergio Bonelli Editore

Disegni belli ma… senza mordente

I disegni di Stefano Andreucci sono il giusto apporto a questa storia essendo senza infamia né lode, a tratti quasi tirati via e senza nessuna inventiva particolare. Nemmeno la copertina del bravissimo Enea Riboldi riesce a convincere tanto risulta essere vuota rispetto a quelle della collana mensile.

Un’occasione mancata

Boselli poteva osare e regalarci un capolavoro, come spesso è accaduto in passato. Proprio per questo ci si chiede come in questo caso si sia lasciato sfuggire l’occasione di utilizzare al meglio il primo speciale dedicato al suo personaggio. Succube del trend che impera nella casa editrice da qualche tempo a questa parte, alla fine di quest’albo, si ha il rammarico di trovarsi tra le mani un episodio che sarebbe potuto essere un numero della serie regolare e che grazie a un finale sdolcinato, nonostante la presenza di Dracula, può essere classificato tranquillamente sotto la media. Non è la prima volta che leggendo un albo Bonelli importante come il numero uno di una nuova serie, anche se trattasi di uno special, la sensazione sia quella di avere tra le mani un’occasione sprecata: è successo con la gestione di Gregory Hunter e di Brad Barron, con gli ultimi speciali di Martin Mystére e con il restyling di Nathan Never: tutti prodotti dove la noia regna sovrana e il senso di deja-vu è tale da non poter più essere considerato all’interno di quella “moda” tutta Bonelli che loro chiamano “citazione” ma che sempre più assomiglia alla mancanza di idee. Non si riesce a comprendere quali siano le dinamiche che portano a generare albi del genere, anche se si possono immaginare.

Screenshot originale della pagina UBC contenente l’articolo
L’articolo originale si trova al link
http://www.ubcfumetti.com/dampyr/?9191
© CMCT e UBCfumetti

Pubblicato da Claudio Mauricio Crimi Trigona

Scrittore, blogger e sceneggiatore. https://www.cmct.it https://ovviology.wordpress.com/ https://immaginidanzantiworpress.news.blog/

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